Gioco
Il maltempo ostacola lo svuotamento Il “pontone” si è staccato dalla Costa
Le operazioni potrebbero rallentare a causa del mare grosso. E a bordo della nave c'è una bomba chimica che mette a rischio il mar. Trovato il 17° cadavere, è una componente dell'equipaggio
Il “pontone” utilizzato per le operazioni flangiatura si è staccato dalla Costa Concordia e si è messo a ridosso della nave. Sembra che gli operatori abbiano dovuto staccare il cavo che univa il “pontone” a causa del mare che stamattina è più mosso rispetto ai giorni scorsi. L’imprevisto potrebbe rallentare ancora le operazioni di svuotamento dei serbatoi di carburante che cominceranno non appena saranno sistemate tutte le 12 flange previste. «Il protocollo prevede che con onde alte oltre un metro» e vento sfavorevole le operazioni di frangiatura si interrompano per motivi di sicurezza. Così Antonino Corsino, funzionare sommozzatore dei vigili del fuoco che funge da collegamento tra il pontone e il porto ha spiegato la decisione di staccare il pontone Meloria e di sospendere le operazioni di preparazione allo svuotamento del carburante dalla nave di
Costa Crociere naufragata davanti al Giglio lo scorso 13 gennaio. «Appena sarà possibile riprenderemo tutte le operazioni - continua Corsini - ma sono decisione che vengono prese di minuto in minuto». Secondo quanto si apprende questa sospensione potrebbe ritardare ancora l’inizio dello svuotamento dei primi 6 serbatoi il cui inizio era previsto per oggi, e già era slittato alla giornata di domani.
BOMBA CHIMICA A BORDO. Una tonnellata di cloro: da disinfettante per la piscina a killer del mare. Ecco uno dei veleni - uno dei più significativi - che sono ancora a bordo della Concordia e che incombono sull'ecosistema accanto a pesticidi, vernici, smalti, acque grigie e nere, rischiando di produrre un disastro ambientale. L'elenco delle sostanze trasportate dal gioiello di lusso della Flotta è stato diffuso ieri dalla società armatrice alla struttura commissariale in un'ottica «di assoluta trasparenza», come ha spiegato ieri Franco Gabrielli, delegato all'emergenza . E' un sostanzioso compendio di acque grigie e nere, rifiuti pericolosi, oli lubrificanti, smalti e vernici. Nel dettaglio 1.351 metri cubi di acque grigie e nere, 3.504 metri cubi di acqua di mare nelle casse zavorra, 41 metri cubi di oli lubrificanti, 10 bombole per un totale di 400 litri di ossigeno, 7 bombole per 280 litri di acetilene, 128 bombole per un totale di 5.120 litri azoto, 104 bombole per 3.929 litri di anidride carbonica, 600 chili di grassi per apparati meccanici. E poi 354 chili di smalti densi, 855 litri di smalto liquido, 293 litri di pittura, 50 litri di insetticida liquido e 1,8 chili di insetticida gel, 123 litri di induritore, 45 chili di mastice, 10 chili di impregnante, 1 tonnellata di ipoclorito di sodio, circa 2.040 metri cubi di fuel e 203 metri cubi di gasolio.
SVUOTAMENTO NON PRIMA DI MERCOLEDI'. «Le operazioni di recupero carburante riprenderanno non prima di metà della settimana prossima». Lo ha spiegato Massimiliano Igueira, rappresentante italiano della società incaricata dalla Costa. «Il cattivo tempo e l’aumento del vento hanno portato a una tensione eccessiva per uno dei due cavi di ormeggio ed è stato così deciso di rientrare». Il lavori sarebbero dovuti iniziare oggi, spostati poi alla giornata di domani ma il maltempo ha fatto slittare le date delle operazioni. Il responsabile dell'azienda ha anche spiegato che i serbatoi, al momento, sono intatti,
RITROVATA UN'ALTRA VITTIMA. Il corpo di una donna è stato trovato all’interno del relitto della nave Concordia. Secondo quanto reso noto la vittima, la 17/ma, non indossava il giubbotto di salvataggio ed è stata trovata dai sommozzatori della guardia di finanza al ponte 6. Si tratta di una donna, componente dell'equipaggio. Nella lista dei dispersi pubblicata dalla Protezione Civile l'unico membro dell'equipaggio donna ancora da rintracciare risulta essere Erika Fani Soriamolina, peruviana. L'identificazione ufficiale non è ancora avvenuta.
IDENTIFICATA UNA DELLE VITTIME. E' stata identificata un'altra delle vittime del naufragio: è la signora Inge Schall, cittadina tedesca. Lo rende noto la prefettura di Grosseto. Il suo corpo era tra quelli recuperati nei giorni scorsi e tra i quali ne resta ancora uno senza nome.
DEIDDA: INDAGINI CHIARIRANNO TUTTO. "Le indagini non si fermeranno fino a che non saranno chiariti tutti i profili di responsabilità penale". Lo ha detto il procuratore generale presso la corte d’appello di Firenze, Beniamino Deidda, parlando anche del naufragio della nave Costa Concordia davanti all’isola del Giglio intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2012 a Firenze. "Si tratta di un episodio tragico e gravissimo, che richiede un’indagine che si prospetta di grande difficoltà - ha affermato Deidda -. Per fortuna essa è affidata a un eccellente gruppo di colleghi della procura di Grosseto che seguono attentamente ogni sviluppo, e sono pronti ad esplorare fino in fondo tutti gli aspetti relativi a tutte le responsabilità penali". Il Pg Deidda ha continuato dicendo che "le indagini e gli accertamenti sono complicati dal fatto che vittime e parti offese appartengono a diversi Paesi, e risiedono talvolta in luoghi lontani. Non è questo un buon motivo per non cercare fino in fondo la verità. Abbiamo il dovere di cercarla a prescindere dalla provenienza geografica di chi ha perduto la vita nel naufragio".
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