La protesta
Costringe la figlia di 4 anni a fare l’elemosina in strada
Nomade romena fermata dai carabinieri davanti a un supermercato in centro La donna è stata accusata e denunciata per maltrattamento di minori
di Lara Loreti
LIVORNO
Una bimba di 4 anni al freddo, ferma nel passeggino davanti al supermercato Sidis di corso Amedeo. Costretta a chiedere l’elemosina. Per ore. E per mesi. Già perché come accertato dai carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze della gente che vive e lavora nel quartiere, era quasi un anno che andava avanti la vicenda. Per la questo la madre della piccola, una nomade romena di 32 anni, è stata denunciata dai carabinieri.
I militari dell’Arma hanno fatto scattare la denuncia dopo un ennesimo avvertimento: avevano infatti più volte invitato la donna ad andare via e a smetterla di sfruttare la piccola per chiedere i soldi. E così nei confronti della giovane è scattata una doppia accusa: oltre all’impiego di minore in accattonaggio, le è stata contestata anche l’ipotesi di reato di maltrattamenti su minore perché la donna teneva per lunghe ore la piccola esposta al freddo e al maltempo.
Tutto si è concentrato negli ultimi due giorni. Mercoledì il carabiniere di quartiere che pattuglia la zona viene fermato dai clienti del Sidis: quella bimba lì a patire il freddo fa tenerezza a tutti e la situazione desta grande preoccupazione. Il militare quindi, coadiuvato da altri colleghi, invita la donna ad andare via e soprattutto a mettere al riparo la piccina. Tuttavia, l’appello non viene recepito.
L’indomani, giovedì pomeriggio, arrivano nuovi allarmi al 112. E lo stesso carabiniere di quartiere si reca per sua iniziativa intorno alle 16 va di nuovo davanti al supermercato. E con sorpresa ci trova la nomade. Insieme a lei c’è anche la piccina, nella stessa situazione del pomeriggio precedente. A quel punto la donna, che dichiara ai carabinieri di abitare in via Ricasoli, viene denunciata per i due reati. La bimba viene affidata alla mamma, con la condizione che non si ripetano più situazioni del genere.
Non è la prima volta che in città si verificano casi analoghi. Il più clamoroso risale a due anni e mezzo fa, quando una nomade fu denunciata numerose volte in quanto chiedeva l’elemosina con il bimbo di appena un anno in braccio, davanti alla Coop di via Toscana. La giovane cercava di suscitare compassione sfruttando il bebè che teneva in braccio. In quel caso, la polizia aveva denunciato la donna e poi, come prevede la prassi, aveva allertato il tribunale dei minori: spetta infatti alla magistratura valutare le misure da prendere per tutelare il bimbo ed evitare che sia di nuovo sfruttato.
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