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Nella casa dell’ex idraulico «Resto in silenzio per Licia»

Nella casa dell’ex idraulico «Resto in silenzio per Licia»

LIVORNO Contento? «Direi sollevato, ma non voglio parlare per rispetto di mia moglie Licia». È questo l’umore e il pensiero di Giovanni Scotti, assolto dall’accusa di omicidio, quando intorno alle...

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Contento? «Direi sollevato, ma non voglio parlare per rispetto di mia moglie Licia». È questo l’umore e il pensiero di Giovanni Scotti, assolto dall’accusa di omicidio, quando intorno alle quattro di pomeriggio apre la porta del suo appartamento di via Mondolfi ai suoi avvocati. Da qualche ora è un uomo libero: potrà tornare ad uscire per andare a fare la spesa al supermercato, o scegliere di andare a visitare suo fratello che abita non molto distante oppure per una passeggiata con il figlio.

L’ultima volta che ha messo il naso fuori da casa era il 5 ottobre dell’anno scorso. Si era presentato in tribunale per assistere all’udienza nella quale era attesa la sentenza. Invece al termine del dibattimento il giudice Beatrice Dani aveva nominato un perito e chiesto un esame psichiatrico che chiarisse la sua capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio.

Giovanni Scotti, quel giorno, era rimasto ad ascoltare mangiando caramelle per addolcire l’attesa.

«Lo abbiamo trovato contento, ma si tratta di un uomo consumato dalla vita – racconta i suoi legali Vinicio Vannucci e Aurora Matteucci al termine dell’incontro di ieri – tanto che certi fatti, nonostante si tratti di cose concrete come può essere la sentenza di assoluzione lo toccano fino ad un certo punto. A volte sembra che le cose gli passino sopra la testa tanto è distante. Da parte nostra – concludono – siamo contenti di averlo aiutato».

Un sogno però, l’ex idraulico ce l’ha. «Ci ha detto che vorrebbe tornare a lavorare». Raccontava qualche tempo fa il fratello Luigi con il quale Giovanni aveva una ditta di idraulica. «Era un gran lavoratore e i clienti lo stimavano per la sua disponibilità. A volte per non litigare in famiglia evitava di tornare a casa e dormiva nella sede della ditta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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