Gioco
La crisi tira il freno e oggi va in consiglio
Il coordinamento fra i tre capigruppo del centrosinistra è il balsamo anti-rottura. Ma i guai delle ex municipalizzate restano
di Mauro Zucchelli
LIVORNO
Tanto tuonò che piovve. Anzi, no: schizzettò a malapena. E dopo la tempesta forse non ci sarà la quiete (nel centrosinistra) ma un consiglio comunale sì: si è sbagliato di grosso però chi si immaginava che nel conclave di maggioranza di ieri pomeriggio sarebbe corso il sangue o quantomeno un po’ di seggiolate. Risultato: tutto aggiornato a stamani, ultimo round una mezz’oretta prima del consiglio. Ma, a meno che la notte non porti faide e rancori, è difficile ipotizzare che la coalizione di governo in Comune – la stessa che è al timone in Regione – possa mandarsi a ramengo mentre è già lì, sull’uscio dell’aula consiliare.
La febbriciattola. Eppure, con l’immancabile pluralità di accenti, il gruppo Pd non aveva nascosto troppo la voglia di arrivare a un bello strappo con l’Idv, salvo però metter la palla nelle mani del sindaco. Così come alla responsabilità del sindaco lo stato maggiore del partito aveva consegnato la decisione di verificare se c’erano ancora ragioni per stare insieme all’Idv: era la puntata precedente di questa crisi (che non è un terremoto choc ma un bradisismo sfibrante) e sappiamo tutti com’è finita. Nel nulla, ritrovandosi poi dopo due mesi al solito punto come nel gioco dell’oca.
Quarta puntata. La crisi di mezz’agosto fra dimissioni di Ritorni e congelamento della giunta si era poi ribaltata sul partito impallinando Di Rocca rimasto in sella solo dieci mesi, quindi era rimbalzata di nuovo su Palazzo civico con un’altra litigata con l’Idv, adesso rispunta fuori con il quarto capitolo che le malelingue, anche e soprattutto in casa Pd, vedono semplicemente come il prologo di quello successivo.
Coordinare i capigruppo. Il litigio furibondo fra Romano (Idv) e Del Corona (Pd) non è stato liquidato con una pacca sulla spalla come fosse solo una ragazzata o uno scatto d’ira? Nessuno si illude che possa essere solo così. Ecco che per evitare di dare l’impressione di essere una coalizione in cui ciascuno va per i fatti suoi, è saltata fuori l’idea di coordinare meglio le azioni fra i tre gruppi. Come? Forse con una sorta di conferenza dei capigruppo del centrosinistra? Forse con un coordinamento dei capigruppo? Forse con il capogruppo Pd (Gulì) a far da regista in tandem con i pari grado degli altri due alleati? Dev’essere questa la portata nel menu del (breve) incontro-bis in agenda stamani. Basterà a evitare di fare della crisi la nostra telenovela?
Sindaco pompiere. Sulla tolda della nave Pd c’è chi insiste a raffigurare il sindaco Cosimi come il principale pompiere in azione sull’incendio della crisi. D’altronde, Sel ha detto chiaro e tondo che non ci sta a far la ruota di scorta e dunque se il Pd rompe con l’Idv anche Sel esce. Tradotto: una rottura equivarrebbe a infilarsi a testa bassa nell’avventura di un monocolore (come negli anni ’80 fece il Pci ma con tutt’altra forza nell’organizzazione politica e nel radicamento sociale).
I numeri: qui e a Firenze. A Livorno i numeri per reggere da solo il Pd in teoria li ha , ma correndo il rischio di farsi impallinare a ogni stormir di fronda. In Regione non ha nemmeno i numeri: cosa però che non ha impedito al sindaco fiorentino Renzi di tagliare i ponti con i dipietristi senza se e senza ma.
Il (limitato) fronte delle “colombe” Pd ieri si è aggrappato alle dichiarazioni del numero uno Pierluigi Bersani per dire che l’appoggio al governo Monti non è l’anticamera dell’abbraccio ai moderati, anzi va riscoperto lo “spirito di Vasto” del feeling con Vendola e Di Pietro. «E proprio ora si deve rompere a Livorno?».
Ex municipalizzate: che guai. Restano però le distanze – talvolta siderali – sul tema che dalle dimissioni di Ritorni in poi abbiamo sempre indicato come la chiave di tutta la politica cittadina: il destino delle ex municipalizzate. Alle prese non solo con i propri guai ma soprattutto con i vincoli che arrivano da Roma e da Firenze: il fatto che l’Idv stia aprendo circoli per raccogliere quel malcontento parla più chiaro di qualsiasi dichiarazione programmatica.
Stamani in consiglio. È probabile che sia proprio su questo che insisterà oggi il sindaco Cosimi in consiglio: niente rottura ma una sfilza di paletti sulla riorganizzazione dei servizi pubblici locali. Prendere o lasciare. Fino alla prossima puntata.
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