Gioco
Gli avvocati incrociano le braccia
«Così assimilano la tutela dei cittadini a un’attività commerciale»
LIVORNO
Le toghe incroceranno le braccia il prossimo 23 e 24 febbraio per dire no alle liberalizzazioni del Governo in materia di Giustizia. A parlare, nel giorno dell’apertura a Firenze, dell’anno giudiziario, è il presidente dell'Ordine di Livorno Vito Vannucci. «La tutela dei diritti del cittadino e, in particolare, dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, costituisce un'attività assolutamente non assimilabile a quelle di natura commerciale – spiega – l'avvocato è investito di un ruolo e di una funzione sociale, quello di essere il custode dei diritti fondamentali dell'uomo e coscienza della società civile». Ecco perché i recenti provvedimenti del Governo sono, invece, «caratterizzati da una pericolosa indifferenza per i valori giuridici e per i diritti dell'uomo, sia come singolo che come collettività; tali provvedimenti, infatti, affidano l'uscita dalla crisi esclusivamente alle cosiddette "liberalizzazioni", quasi che questa parola fosse la panacea di tutti i mali, mentre è diffusa la consapevolezza che proprio un'economia svincolata da qualsiasi regola è stata l'origine principale dell'attuale crisi». L'avvocatura, dunque, non ha bisogno di «essere liberalizzata: gli avvocati italiani, sono 230mila, i più numerosi d'Europa; i cittadini hanno bisogno di miglior qualità, non di maggior quantità».
Andando nello specifico, il contenuto dei provvedimenti adottati dal Governo in materia di professioni non sarebbero stati richiesti dagli organismi comunitari come sembrerebbe. «Il governo ha reso costoso e difficile l'accesso del cittadino alla giustizia: basti pensare agli aumenti del contributo unificato ed alle pesanti sanzioni pecuniarie per chi non si presenta al tentativo di conciliazione. Gli avvocati è la proposta «vogliono promuovere il cambiamento ed un sistema giustizia più efficiente: a tale scopo hanno elaborato un progetto di legge che prevede la specializzazione delle competenze. Gli avvocati – conclude – sono preoccupati per la difesa dei diritti dei cittadini e non possono tacere di fronte alla volontà di subordinare il diritto all'economia, i diritti fondamentali al lucro».
Federico Lazzotti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
