Il Tirreno

Livorno

Degrado e lucchetti imprigionano i micro-giardini

Degrado e lucchetti imprigionano i micro-giardini

Fra via del Vigna e via Terracini un arcipelago di aree verdi formato mignon: chiuse da 10 anni o in abbandono

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di GIorgio Carlini

LIVORNO. Alzi la mano chi è a conoscenza del parco pubblico inaccessibile di via Del Vigna. O chi sa che lungo la stessa strada esistono ben tre aree verdi, distanti pochi metri l'una dall'altra. Prati, alberi e giardini, noti forse ai soli abitanti del quartiere. Piccoli polmoni a pochi passi dall'Aurelia, chiusi da tempo immemore o lasciati all'incuria di alcuni loro frequentatori.

Il triangolo del microverde. Non saranno veri e propri parchi, ma zone dove trascorrere in relax alcune ore della giornata, quello sì. Sono tre piccoli giardinetti, racchiusi in poche decine di metri e seminascosti dalle abitazioni. Tre angoli di verde che si trasformano invece in contenitori di bisogni dei cani.

Via del Vigna 155. La prima area è al civico 155-b di via Del Vigna. All'ingresso c'è il cartello rcon le regole per la frequentazione del giardino. «Le deiezioni solide canine devono essere immediatamente raccolte», si legge. Ma già percorrendo il vialetto si capisce che le cose vanno diversamente. Sul terreno ci sono i segni tangibili del passaggio degli animali. Lo spazio verde è di forma rettangolare, grande quanto un campo da calcetto. Ci sono alcuni pini, niente giochi o panchine. Il prato è ricoperto dalle deiezioni del migliore amico dell'uomo.

Via Terracini. Usciamo dal lato opposto e sbuchiamo in via Terracini, vicino alla seconda area verde. La zona, grande poche decine di metri quadrati, si affaccia direttamente sulla strada. Anche qui è presente il cartello del Comune col regolamento. E neanche qui viene rispettato. Per terra i soliti bisognini dei cani. Un angolo del giardinetto è diventato una piccola discarica abusiva, con la sporcizia accumulata dietro i cassonetti: ci sono travi di legno, vestiti, persino un vecchio televisore. Sull'altro lato altra sporcizia e alcune coperte, usate forse in passato da un senzatetto.

Via Del Vigna 117. Torniamo su via Del Vigna. Al numero 117, c'è un ingresso che sembra portare a un cortile privato. Dietro c'è invece la terza area verde, più piccola e più nascosta delle precedenti. Qui non troviamo deiezioni degli animali. Un piccolo canestro di plastica è appeso al tronco di un albero, poco più in là un vecchio motorino è abbandonato tra le fronde secche di una pianta.

Il parco inaccessibile. Sull'altro lato della strada, al civico 181, è presente, stavolta sì, un vero e proprio parco, protetto da un muro in cemento e da un cancello bloccato con catena e lucchetto. Che il giardino pubblico sia chiuso da tempo è testimoniato dal cartello del regolamento: vecchio, scolorito, e con una grafica diversa da quelli di ultima generazione. Qui i cani non potevano entrare, ora invece non ci entra proprio nessuno. Dalla grata si osserva una fetta di parco. Ci sono alcune panchine semidistrutte e una pista di pattinaggio. L'erba è incolta e coperta da una distesa di aghi di pino.

La desolazione regna sovrana. Gli abitanti ricordano il giardino come un gioiellino. «Ci giocavano i nostri figli 20 anni fa – raccontano – poi il degrado ha preso il sopravvento. Saranno minimo 10 anni che è chiuso». I residenti hanno chiesto (invano) che venissero date loro le chiavi del cancello: «Se si verificasse un incendio, l'accesso bloccato sarebbe un grave problema. Non ci sentiamo al sicuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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