Gioco
Busta ad orologeria all’Agenzia delle Entrate
La lettera conteneva una sveglia e un meccanismo che riproduceva il ticchettino Il plico bloccato nei giorni seguenti al proiettile spedito al direttore di Equitalia
di Federico Lazzotti
LIVORNO. Una busta a orologeria recapitato alla sede dell’Agenzia delle Entrate di via Campo di Marte a pochi giorni di distanza dalla lettera con dentro un proiettile destinato al direttore della sede di Equitalia in via Indipendenza.
Sono due le inchieste aperte della procura della repubblica di Livorno, l’ipotesi è quella di minacce e interruzione di pubblico servizio. In questi giorni sono in corso le analisi su entrambe le buste da parte degli specialisti a caccia di impronte o elementi che possano far risalire all’autore o agli autori.
L’idea del pubblico ministero Luca Masini che conduce le indagini, è che le due lettere possano essere state spedite da uno stesso autore. «La vicinanza temporale ci impone di effettuare delle verifiche», spiega il procuratore capo Francesco de Leo.
La busta, che al suo interno aveva un meccanismo a orologeria che riproduceva il ticchettino di una bomba è stata recapitata alla sede dell'Agenzia delle Entrate alla Torre della Cigna una ventina di giorni fa. Ma l'episodio è stato reso noto dagli investigatori soltanto ieri. Il motivo lo spiegano gli stessi inquirenti. «La busta è stata intercettata in un piccolo ufficio postale tra Livorno e Pisa prima che venisse inviato in via Campo di Marte».
Nella busta da lettere si trovava un meccanismo a orologeria ma all'interno della busta, senza destinatari precisi se non la sede dell'Agenzia delle Entrate, non c’erano lettere o messaggi. La Procura, per la quale il messaggio è comunque intimidatorio, ha deciso di indagare per minacce e procurato allarme.
Durante la stessa settimana, in particolare il 5 gennaio, sempre a Livorno una lettera con un proiettile fu recapitata alla sede livornese di Equitalia.
Si trattava di un testo battuto con la macchina da scrivere lungo oltre venti righe, in un italiano «non sgrammaticato», ma con diverse correzioni. L'autore specificava di non entrarci nulla con le ideologie anarchiche ma spiegava come il comportamento dei dipendenti di quell’ufficio «fosse ingiusto». Dentro la lettera il proiettile calibro 7,65. Mentre sui muri intorno alla sede di via Indipendenza comparvero delle scritte offensive.
Quello verso la sede di Livorno non fu l’unico episodio sospetto. In quelli stessi giorni, infatti, diversi pacchi, in alcuni casi anche esplosivi, vennero recapitati in diverse sedi dell’agenzia di riscossione Equitalia.
Su quell'episodio indagano la Digos di Livorno e la polizia scientifica. Mentre sulla busta ad orologeria gli accertamenti sono dei carabinieri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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