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“Schettino perse un’ora preziosa per salvare vite” Gabrielli: "Speranze finite per i dispersi"
L’accusa al capitano della Costa Concordia del comandante delle Capitanerie, Brusco: “Forse saremmo riusciti a salvare tutti”
Se il comandante Francesco Schettino «non avesse perso un'ora preziosa» forse non ci sarebbero 16 vittime accertate e altre 16 persone che mancano all'appello, probabilmente sepolte nel ventre della Costa Concordia naufragata all'isola del Giglio.
L'ultima accusa nei confronti del primo ufficiale della nave, la più pesante, arriva dal comandante delle Capitanerie di Porto, Marco Brusco. Perchè l'Ammiraglio non lo dice chiaramente, ma il suo pensiero è chiaro: se l'allarme fosse stato dato prima, non ci sarebbero stati i morti. «Sarebbe andata di lusso». La responsabilità dell'incidente «è sicuramente del comandante» dice senza mezzi termini Brusco in Parlamento, sentito dalla commissione Lavori Pubblici del Senato. È lui che «predispone la rotta» ed è lui che «l'ha impostata» alla partenza da Civitavecchia. «È evidente che se poi ha deciso di cambiarla - sottolinea l'Ammiraglio - ha staccato gli strumenti e ha lavorato in manuale». Andandosi a schiantare sullo scoglio a 150 metri dalla costa. Dunque non possono esserci dubbi: «La responsabilità è sua».
Certo, ragiona il comandante delle Capitanerie di Porto, c'è da chiedersi perche «gli ufficiali che erano con lui - «gli stessi che poi sono "scivolati" con il comandante sulla scialuppa» ironizza Brusco - «siano rimasti zitti», senza cercare di distoglierlo da quella navigazione a rischio. Una domanda che si sono posti anche gli inquirenti e che potrebbe portare all'iscrizione nel registro degli indagati di altri membri dell'equipaggio, qualora ne fossero accertate le eventuali responsabilità.
Certo è che oltre a sbagliare clamorosamente la manovra, Schettino fece anche un altro errore, quella maledetta sera. Un errore che forse è costato la vita a decine di persone. «Se facciamo un attimo di attenzione e consideriamo che a bordo c'erano oltre 4.200 persone, possiamo dire che è andata bene» premette Brusco, che poi lancia l'attacco: «Ma se il comandante non avesse fatto perdere un'ora preziosa, sarebbe andata di lusso». Tradotto, significa che se Schettino avesse dato l'allarme «quando la nave era inclinata a 20 gradi e non a 90, sarebbe stato molto più facile calare le scialuppe». Ed invece, «la prima ora dopo l'urto, la più importante, è stata persa».
Poi è stato «un rincorrersi, ci sono stati ordini contradditori, il comandante se n'è andato, le scialuppe non si sono potute calare, non c'è stato modo di gestire l'angoscia dei passeggeri». È in quell'ora che il naufragio si è trasformato in tragedia. «Se Schettino avesse utilizzato bene la prima ora - ripete amaro l'ammiraglio Brusco - tutto sarebbe stato più sereno». Durante l'audizione il comandante delle Capitanerie di Porto si è soffermato anche sulla pratica dell'inchino. Sostenendo che quella di Schettino è stata una manovra quantomeno «stravagante», perche la nave «fa una rotta quasi ad angolo acuto rispetto al Giglio e con una velocità piuttosto elevata», mentre la navigazione turistica, che è una «tradizione marinaresca non così radicata e frequente» in tutto il mondo, prevede una «rotta piuttosto ravvicinata» ma «parallela alla linea di costa» e soprattutto «sempre in sicurezza».
«Non è vietata - aggiunge Brusco - se effettuata con criterio e nel rispetto delle specifiche norme necessarie». Anche sui soccorsi, la visione delle Capitanerie di Porto e ben diversa da quella di Schettino. Perchè è vero che il personale di Costa «ha dato delle risposte adeguate». Ma si tratta di risposte arrivate «dall'equipaggio, meno dagli ufficiali: sono stati più bravi "quelli sotto" che lo stato maggiore».
Identificato la quarta vittima tedesca. È stata identificata la quarta vittima tedesca della Costa Concordia. Lo ha confermato il ministero degli Esteri in Germania. Otto tedeschi sono ancora dispersi. Secondo la polizia, citata dalla Dpa, è stato identificato un berlinese di 66 anni, che si trovava a bordo della nave quando è accaduto il disastro.
Le ricerche continuano. Non è ancora arrivato il momento di dare lo stop alle ricerche di eventuali superstiti su nave Concordia. Lo ha detto il Capo del dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli che ieri, a proposito di superstiti aveva usato la parola «miracolo», e che oggi ha sottolineato come «dobbiamo cominciare a entrare nella consapevolezza che in queste condizioni speranze di vita non ce ne sono». «Le ricerche», ha poi concluso nel corso del briefing «continueranno» mentre vanno avanti anche le operazioni per lo svuotamento del carburante dai serbatoi della nave da parte degli uomini della Smit/Neri che hanno iniziato a mettere le ’flangè, le valvole, sui primi 6 serbatoi, quelli che contengono il 50% circa delle 2.400 tonnellate di gasolio. «Le condizioni metomarine sono buone - ha concluso -: restiamo all’idea che lo svuotamento inzierà sabato, ma potremmo guadagnare qualche ora».
Via all'esame tossicologico su Schettino. Sono cominciati stamani presso l'istituto di medicina legale dell'università Cattolica di Roma gli esami tossicologici disposti dalla procura di Grosseto su campioni biologici prelevati al comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino. I test sono condotti dal consulente tecnico di ufficio della procura, professor Marcello Chiarotti, su campioni di capello e urine prelevati il 17 gennaio scorso a Schettino e conservati finora dal reparto scientifico dei carabinieri. Il professor Chiarotti ha chiesto 30 giorni di tempo per dare i risultati alla procura e alle parti.
L'avvocato Giulia Bongiorno prepara la class action. Farà perno sul «concorso di responsabilità di una pluralità di soggetti» la denuncia penale collettiva (class action) che l'avvocato Giulia Buongiorno sta preparando per conto di una cinquantina di passeggeri, tra cui alcuni stranieri, della nave Costa Concordia naufragata il 13 gennaio. La denuncia sarà presentata alla procura di Grosseto la prossima settimana anche perchè il legale sta ricevendo altre adesioni. I racconti dei passeggeri vengono esaminati in modo circostanziato, si apprende ancora, per determinare in modo esatto i reati che verranno messi all'attenzione degli inquirenti. Secondo quanto emerge la class action potrebbe fornire indicazioni tali da poter far allargare l'inchiesta ad altri soggetti indagati.
Rientra l'allarme detersivi. Per quanto riguarda i tensioattivi usciti dalla Concordia «è stato un fenomeno locale nel tempo. Ora non ci sono problemi, anche se avevano creato allarme all'inizio». Lo ha detto il responsabile di Arpat al briefing con Franco Gabrielli. «Negativi i valori analitici su tutti i 6 punti» ha aggiunto. Secondo Arpat non ci sono problemi neppure per gli idrocarburi, «continuiamo a fare prelievi giornalieri in sei punti diversi - ha detto Marcello Massa Ferri - e i dati ad oggi ci confortano molto». Nessun problema «neppure per quanto riguarda i solventi».
Nominato il responsabile smaltimento dei rifiuti. Giampiero Sammuri, è il responsabile per la filiera dei rifiuti di nave Concordia. Lo ha annunciato il Capo del dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli. Sarà lui che dirigerà i lavori per lo smaltimento dei rifiuti. La nomina è avvenuta in accordo con Regione Toscana e Provincia di Grosseto.
Procuratore fa la stessa manovra di Schettino. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, oggi all'Isola del Giglio, su una motovedetta dei carabinieri, ha compiuto la stessa rotta e la stessa manovra fatta il 13 gennaio dal comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino
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