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Oro, soldi, gioielli: a bordo c’è un tesoro

Elisabetta Giorgi
Oro, soldi, gioielli: a bordo c’è un tesoro

Fra quello che hanno perso i naufraghi e il patrimonio in dotazione alla Concordia, il relitto custodisce milioni e milioni di euro

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Trovai l'anello per caso, in un negozio piemontese. Un gioiello rarissimo: lo regalai a mia moglie e ora è in fondo al mare…». E' uno dei tesori perduti nel naufragio: un monile con brillanti e perla rosa, già rarissimo prima del naufragio e irrecuperabile oggi. Inghiottito dal disastro della Concordia ma così prezioso da essere reclamato insieme al resto: oro e brillanti, soldi in contanti, pc e macchine fotografiche, abiti da sera e collier. «Chi ci aiuterà a trovarli?», chiede da Bra (Cuneo) una famiglia piemontese sopravvissuta al disastro. Franco Astegiani, 48 anni, ristoratore, con la moglie Cristina Bordino, 46 anni, casalinga, e la figlia diciassettenne sono ancora sotto choc. Tra i primi 500 a essersi messi in salvo sulla scialuppa - la voce ancora trema al telefono - sperano di ritrovare il loro bel capitale, andato a picco come accadeva coi vascelli spagnoli del '500-'600 che affondavano mentre trasportavano oro e argento dal Nuovo Mondo ai forzieri europei. E per i moderni naufraghi del Giglio è una caccia al tesoro dell'isola, che in questo caso prenderà la forma di un'azione legale. Astegiani e sua moglie hanno deciso di far causa a Costa Crociere, e insieme a un'altra coppia si sono rivolti allo studio Lucchesi di Livorno che segue le pratiche "infortunistiche". Sono in cinque: rivendicano danni morali e materiali e rivogliono indietro le proprie cose.

Custode e scrigno pieno d'oro, argento, gioielli e preziosi, quadri, pellicce e abiti firmati, di fatto la Costa Concordia è l'ultimo "galeone" della storia: un relitto da 450 milioni di euro contenente una ricchezza di cui è difficile fare una stima precisa, tra effetti personali e lo sterminato patrimonio (tra decine di negozi, 5 ristoranti, 13 bar, eccetera) della società armatrice. Quanto oro è finito in fondo al mare? Quante pietre preziose e quanti i beni custoditi nelle centinaia di attività? Da Genova la flotta risponde di non essere in grado di "quantificare, anche perché non rientra tra le priorità. E poi come pensate che si possa calcolare un tesoro per una nave di 114mila tonnellate, 1500 cabine, 300 metri di lunghezza….?" Troppe "voci" che si rincorrono, e non solo tra gli effetti personali ma anche tra i mille dati di marketing da incrociare. Tanti anche i curiosi del Giglio che tentano di fantasticare su quest'ultimo relitto della storia che rischia di diventare un kolossal, anche se tra le forze dell'ordine c'è qualcuno che azzarda: il valore del tesoro può aggirarsi sugli 8-10 milioni di euro. Di fatto ammonta a qualche milione di euro il patrimonio d'arte con 4.568 opere serigrafiche, 986 opere digitali, 286 pittoriche e 42 sculture realizzate da artisti delle Accademie e appeso nei corridoi della Costa. E' sostanzioso pure il valore dei preziosi in vendita nelle gioiellerie di lusso, tra orologi di pregio e collane sia in bella mostra che nei magazzini, «o quello di negozi di abbigliamento di marca - dice Astegiani - in cui i passeggeri si divertivano a fare shopping di borse e vestiti in mezzo alle griffe».

Ma oltre alla merce delle boutique di bordo c'è il valore dei gioielli degli ospiti della nave, che si divertivano a sfoggiare diamanti e collier. Ovviamente tutto moltiplicato per tremila passeggeri e chiuso nelle casseforti.

Intanto le forze dell'ordine sorvegliano la nave. Carabinieri, polizia, Capitaneria di Porto, Finanza. Nessun pericolo di sciacallaggio, giurano, ma intanto domenica hanno pedinato 4 sospetti sciacalli. Persone note alle forze dell'ordine per precedenti, e che, appena scese dal traghetto della Toremar, alla vista della "task force", sono scappate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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