Gioco
Livornese in carcere a Cuba liberato grazie al Pontefice
Sul caso, decisivo l’intervento del senatore Marco Filippi S’è messo in contatto con l’ambasciata italiana dell’Isola
di Mario Moscadelli
LIVORNO. C’è un livornese tra i quattro detenuti italiani tornati in libertà a Cuba con l’indulto concesso dal governo di Raul Castro grazie alla visita di Papa Benedetto XVI a marzo. A ricevere l’estinzione della pena Giulio Guerrieri, 62 anni, residente a Nibbiaia, in località Sassogrosso. Era finito in carcere per un incidente stradale mortale e per questo condannato a due anni di reclusione. Tra coloro che hanno permesso a Guerrieri di ottenere questo beneficio c’è il senatore del Pd Marco Filippi, che appresa la situazione dalla famiglia si è attivato per cercare di aiutare il rosignanese. Guerrieri dovrebbe prendere un volo per l’Italia sabato prossimo.
I fatti. Da quanto emerge, Guerieri si trovava a Cuba insieme alla moglie (originaria del Paese caraibico) quando fu protagonista di un incidente stradale a pochi chilometri dall’Havana. Nell’incidente automobilistico, successo circa un anno fa, morì un anziano. Processato, il rosignanese fu condannato appunto alla pena di due anni per tentato omicidio da scontare nel carcere La Condesa, ad un’ora dalla capitale. «L’incidente per cui è stato accusato Guerrieri - conferma Giacinta Oddi, capo di Gabinetto del consolato italiano a Cuba - risale a circa un anno fa. La legge cubana è molto rigida davanti a queste situazioni e così Guerrieri è stato condannato a due anni. Ma ora grazie alla sua buona condotta e all’indulto concesso dal governo in vista della visita del Papa potrà tornare a casa».
In carcere. Il senatore Marco Filippi si è occupato direttamente della vicenda da quando Guerrieri è finito nei guai. In un suo recente carteggio con il ministero degli Affari Esteri, si capisce che Guerrieri, come prevede la legge cubana, aveva presentato al Tribunale supremo una richiesta di scarcerazione anticipata dopo avere scontato un terzo della pena. Richiesta però negata. Alla fine dello scorso dicembre, maturato il diritto all’applicazione dei benefici stabiliti dalla normativa locale dopo che si è scontato metà pena, Guerrieri ha nuovamente richiesto la scarcerazione. E nella visita consolare, datata 21 dicembre 2011, che il legale del ministero degli Affari Esteri (Fausto Panebianco) ha fatto a Cuba si evidenzia il «comportamento eccellente mantenuto da Guerrieri durante la detenzione». Condotta che, grazie alla prossima visita pontificia, è stata decisiva per ottenere l’indulto e quindi in rimpatrio.
In attesa del rimpatrio. Da quanto riferisce l’ambasciata italiana a Cuba, Guerrieri è già stato scarcerato. Ora si troverebbe affidato in custodia all’autorità locale che si occupa di emigrazione. È in attesa, dunque, di un biglietto aereo per tornare in Italia: secondo le previsioni, Guerrieri dovrebbe salire su un aereo nella giornata di sabato prossimo.
Cuba. Il governo di Raul Castro aveva annunciato l’indulto nello scorso dicembre, ponendolo proprio in relazione alla visita di Papa Benedetto XVI prevista nel prossimo mese di marzo. E le 2900 liberazioni rappresentano un numero dieci volte maggiore rispetto a quanto avvenne in occasione della visita di Giovanni Paolo II: allora il governo cubano decise di scarcerare 299 persone.
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