Il Tirreno

Livorno

Liti e contrordini: è la crisi di Penelope

Liti e contrordini: è la crisi di Penelope

Gruppo Pd riunito in Comune per quasi quattro ore: sostegno al sindaco se rompiamo con Idv. Oggi vertice di maggioranza

3 MINUTI DI LETTURA





di Juna Goti

LIVORNO. Il futuro della coalizione, almeno stando alle parole del sindaco, si decide oggi. Alessandro Cosimi ha infatti convocato la maggioranza (segretari e capigruppo di Sel, Pd e Idv) prima del consiglio comunale di domani. Per la prima volta non andrà al direttivo dell’Associazione nazionale dei Comuni (che presiede a livello toscano) convocato a Roma. E questo la dice lunga sull’aria che si respira tra i partiti della coalizione in salsa labronica.

La maggioranza reggerà o no? Cosimi avrà davvero il coraggio di rompere con l’Italia dei Valori? Chi dice di no sottolinea che «è presidente di Anci Toscana, rischierebbe di far saltare anche gli equilibri in Regione, dove i numeri del Pd sono risicati». Chi dice di sì lo fa sottolineando esattamente il contrario: «Il partito, tutto, non ne può più degli alleati». Sempre che «non cerchi di non diventare il sindaco che ha rotto in vista delle prossime elezioni...». Ammiccando a un arrivederci anticipato alla poltrona di Palazzo Civico che Cosimi ha sempre smentito.

Così ecco che quella scoppiata per l’ennesima volta nel centrosinistra sembra proprio una “crisi di Penelope”, con la tela degli accordi e dei litigi che si fa e si disfa di continuo. Aspettando il consiglio è tutto un susseguirsi di comunicazioni, mezzi annunci, mezzi passi indietro, riunioni e direzioni.

Ieri, nel tardo pomeriggio, i consiglieri comunali del Pd sono rimasti in conclave per quasi quattro ore. Poi è partita la direzione del partito, in via Donnini. In municipio non sono arrivati solo i 21 consiglieri democratici guidati da Mssimo Gulì (anzi 19, assenti Raugei e Viti): c’erano il sindaco, il segretario comunale Yari De Filicaia, mezza giunta (Picchi, Nebbiai, Bernardo, Cantù), tutti i presidenti di circoscrizione ad eccezione di Daniela Bartalucci (impegnata col consiglio di Corea).

L’incontro non è stato rose e fiori, ma non sono volate le sedie. Alla fine il gruppo ha dato mandato al sindaco di valutare se ci sono gli estremi per rompere con Idv. In altre parole: tutti pronti ad andare avanti da soli, compatti, assumendosi le proprie responsabilità, in caso di addio ai dipietristi. Che nessuno, ma proprio nessuno, ha scongiurato. In caso contrario il gruppo chiede chiarezza e certezze sugli obiettivi da centrare insieme. Anche pensando alle emergenze che dovrà affrontare la città: una su tutte il futuro del porto e della Compagnia, rimbalzata sul tavolo della discussione.

In mattinata anche gli assessori, riuniti in giunta, hanno chiesto spiegazioni al sindaco e il dipietrista Luca Bogi ha reclamato una maggiore collegialità nelle scelte dell’amministrazione. Come a dire: gli atti non possono sempre volare in consiglio senza una vera discussione. Con queste premesse arriva la fatidica riunione di maggioranza. In forse l’arrivo del segretario regionale di Idv, Fabio Evangelisti, impegnato tra i banchi romani dove ieri il leader Di Pietro ha avuto un malore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca