Il Tirreno

Livorno

Ladri spietati rubano la moto elettrica a un uomo disabile

È successo ad Antignano. La vittima lancia un appello: «Restituitemela: non vale molto, ma per me è fonte di vita»

3 MINUTI DI LETTURA





di Lara Loreti

LIVORNO

Per rubare un motorino elettrico a un disabile ci vuole tanto, troppo coraggio, quasi quanto morire di maggio, come canta De Andrè. È successo in via del Castello.

Domenica mattina Alessandro Vallebona, 44 anni, è andato nel parcheggio riservato ai motorini, sotto casa di sua madre, nella tranquilla stradina di Antignano. Come ogni settimana, avrebbe voluto prendere il suo mezzo e fare un giro sul mare, approfittando della bella giornata.

Alessandro vive con la sua famiglia in via Mondolfi, vicino la piazza di Antignano. Ha un figlio di dieci anni. «Dove abito io non c’è posto per parcheggiare il motorino, darebbe troppo nell’occhio. È per questo che l’ho sempre messo davanti a casa di mia madre, in una via molto più appartata». Ma evidentemente questo accorgimento non è stato sufficiente. «Di solito vado a casa di mia madre con la mia carrozzina, che poi lascio da lei per prendere il motorino. D’inverno lo tengo coperto per via del maltempo, e quindi si nota ancora meno». E invece qualcuno non solo ha adocchiato quel motorino elettrico, ma è andato oltre. L’ultima volta che il 44enne aveva usato il mezzo era venerdì. «Quando sono andato a riprenderlo domenica mattina, non c’era più», dice afflitto.

Alessandro usa quel motorino da quasi due anni. «Da allora sono rinato», dice. Si tratta di un mezzo elettronico a quattro ruote, con circa 3-4 ore di autonomia. Possiede una doppia marcia, sia in dietro sia in avanti, ed è dotato del triangolo luminoso nel retro, con il simbolo blu del disabile. Viaggia a dodici chilometri orari. Troppo pochi per andarci al lavoro. Vallebona fa il magazziniere nella torneria meccanica Gastone Berni, in via degli Arrotini, dove si reca tutte le mattine con i bus Atl. Ma per tutto il resto, il motorino è irrinunciabile per Alessandro.

«Lo uso per andare a vedere il bimbo che s’allena al campo Picchi, per muovermi in paese - dice Vallebona - È l’ideale per me anche per andare a fare la spesa: così evito il problema di portare le buste sulla carrozzina in quanto posso metterle nel cestino del motorino. Per me è tutto: mi fa sentire bene». Il mezzo costa circa 1800 euro e a Vallebona l’ha passato l’Asl in comodato d’uso. «Ora devo presentare denuncia a i carabinieri e poi mettermi in contatto con l’azienda sanitaria per vedere loro cosa mi dicono: spero tanto che il problema possa essere risolto alla svelta. Mi sento perduto».

Ma come hanno fatto i ladri a rubarlo? Secondo il disabile, l’hanno portato via in almeno 2-3 persone. «Il mezzo è molto pesante e si mette in moto con la chiave. L’altra sera, quando l’ho lasciato era tutto coperto con un telo di plastica, fermato con delle gomme. Io penso che i malviventi l’abbiano caricato su un furgone per portarlo via». I vicini di casa, purtroppo, non hanno visto nulla.

La speranza di Alessandro è che coloro che hanno rubato il mezzo si mettano una mano sul cuore e capiscano che il suo valore commerciale non ha paragone con l’importanza che quel motorino ha nella sua vita. «Per me è l’immagine e lo strumento della mia libertà». Un’autonomia che Vallebona ha conquistato con fatica nel tempo. Un modo per sentirsi libero di fare le sue cose, senza coinvolgere altre persone. «Se è stato uno scherzo - peraltro di pessimo gusto - o una bravata, vi prego restituitemelo. Se si tratta di un furto vero, invito coloro che me l’hanno preso a ridarmelo: non vale molto, ma per me è fonte di vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web