Gioco
In mezz’ora tolto un aneurisma
Operazione in Neuroradiologia senza aprire la scatola cranica
LIVORNO
Chiudere un aneurisma cerebrale (una malformazione vascolare)senza aprire la scatola cranica in trenta minuti. Anche a Livorno, con le nuove tecniche di neuroradiologia è stato possibile. Ha eseguito l'intervento il direttore dell'Unità Operativa, Daniele Prosetti. In verità in passato un'operazione simile era già stata compiuta con successo. Oggi è stato in particolare utilizzato un tubicino (stent) di materiale ancor più adatto e preciso, in grado di ridurre i tempi tecnici e migliorare la qualità dell'intervento.
L'aneurisma è una malformazione congenita, in pratica un'estroflessione della parete di un'arteria che in quel punto diventa come un palloncino a parete sottilissima, e quindi soggetto a rottura con emorragia spesso mortale.
«Lo stent -spiega Prosetti - è un tubicino a parete formata di maglie finissime che viene portato, utilizzando sottilissimi cateteri fatti entrare nell'arteria femorale all'inguine, fino all'interno delle arterie cerebrali. Qui, in esatta corrispondenza della porta d'ingresso dell'aneurisma, lo stent viene rilasciato con precisione e la sua chiusura mediante cicatrizzazione. Altri stent sono stati usati in passato e continuano ad essere usati per queste terapie nella nostra Neuroradiologia, ma quelli usati oggi sono di nuovissima concezione, con sistema di rilascio accuratissimo e di alta precisione».
«In entrambi i casi - aggiunge -la parte puramente tecnica ha richiesto meno di trenta minuti, un tempo estremamente breve se paragonato alla lunga durata imposta dalla estrema delicatezza di un intervento neurochirurgico aprendo la scatola cranica. I due aneurismi curati oggi non potevano in alcun modo essere sottoposti all'intervento tradizionale, per la sede e le loro caratteristiche. In pratica, senza questa innovativa tecnica, resa possibile dall'introduzione in commercio di questi nuovi materiali, entrambi i pazienti sarebbero rimasti a rischio di improvvisa emorragia cerebrale».
La neuroradiologia è stata portata in uso a Livorno,nel 1965, dal prof. Ratcliff Crudeli,primario dell Neurochirurgia ( avendola appresa fra i primi italiani,in Svezia, dal prof. Olivecroona). Da allora tante cose sono cambiate e si parla di Neuroradiologia interventistica. Livorno si è sempre mantenuta all'avanguardia con il dott. Nello Quilici e tutt'ora, in stretta collaborazione con l'Unità Operativa di Neurochirurgia diretta dal dott. Rolando Gagliardi,dal dott. Prosetti.
Gian Ugo Berti
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