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Livorno

Assalto ai distributori è psicosi da carestia

Assalto ai distributori è psicosi da carestia

Ma il benzinaio dell’Interporto garantisce: ho rifornimenti per tutta Livorno In via Firenze chiuse sette pompe su sette, ma a Stagno il carburante c’è

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di Giulio Corsi

LIVORNO. L’insegna accesa di Ip e Q8 Easy è un lago di montagna nel deserto. Un miraggio. Nella strada dei distributori, la benzina è diventata merce introvabile. I serbatoi di via Firenze sono stati tutti depredati. Alle undici della mattina solo la Q8 aveva ancora le pompe aperte e una fila di un quarto d’ora per fare rifornimento. Ma solo per chi viaggiava a benzina. “No diesel” avvertiva un cartello. Sette ore dopo, attorno alle 18, anche la verde era esaurita e la sfilza di erogatori chiusi saliva nonostante in due avessero lasciato accese le luci quasi a illudere l’automobilista disperato. Partendo da viale Ippolito Nievo il quadro era impressionante: Agip sul lato Est e i due piccoli Ip sul lato Gymnasium. Andando avanti verso Nord, dopo il semaforo di Fiorentina eccoli in fila: Ip, Q8, Esso, Agip, Erg, di nuovo Ip, Repsol. Tutti chiusi, con le cisterne seccate.

Ma chi ha avuto la caparbietà di andare ancora avanti, è riuscito a fare ugualmente rifornimento. Passato il cimitero dei Lupi infatti, ecco la sorpresa: il quadro cambiava completamente e sull’Aurelia, subito dopo il concessionario Scardigli, Esso, Erg e l’Agip davanti a Mc Donald avevano ancora carburante da vendere. «Siamo agli sgoccioli col diesel, la benzina l’abbiamo già esaurita», spiegava il titolare della Esso a fine mattinata. Ma alle 18 le sue pompe, come quelle dei due distributori a fianco, erano ancora aperte e funzionanti. Per quanto tempo ancora è un mistero.

Perché l’assalto di ieri - iniziato già nella giornata di martedì ed esploso nella nottata quando lunghissime code si sono formate davanti ai self service - è stato di quelli tosti. La psicosi da carestia è passata da automobilista ad automobilista. Tutti hanno fatto il pieno e i più previdenti hanno riempito anche taniche e fusti da sistemare (pericolosamente) in qualche garage o scantinato in caso del protrarsi del blocco dei trasporti.

Perché tutto chiaramente nasce da lì, dai presidi dei camionisti che hanno fermato gli approvigionamenti. Se si andrà avanti a oltranza come annunciano i manifestanti («Perché è proprio ora che si iniziano a sentire gli effetti», dicono) le ultime gocce di benzina e gasolio che ancora sono rimaste in pochissimi distributori cittadini si esauriranno nel giro di poche ore. A quel punto chi ha fatto il pieno dovrà centellinare il carburante perché una volta esaurito sarà impossibile da ritrovare. Chi non l’ha fatto dovrà salire in bicicletta e pedalare. Sempre che nel frattempo non si sia sbloccata la protesta dei camionisti.

Un quadro con la situazione di tutti i distributori cittadini è impossibile da disegnare perché la situazione è in divenire continuo. Ma ieri sera erano veramente pochi quelli che non avevano affisso l’insegna “esaurito” o che non stavano per affiggerla.

Per qualche giorno in realtà potrebbe esserci un appiglio. E’ la stazione Shell all’uscita Ovest dell’Interporto, appena entrati in Fi-Pi-Li. Potrebbe rappresentare per un po’ la scialuppa di salvataggio di chi non è riuscito a rifornirsi in queste ore o di chi dovesse aver consumato il pieno appena fatto. «Abbiamo carburante per rifornire tutta Livorno», dice il titolare Marco Bitossi. Possibile? Sì. E paradossalmente proprio grazie allo sciopero degli autotrasportatori. «Riforniamo soprattutto la grossa autotrazione, bestioni da 600 litri a pieno ma in questi giorni sono fermi e noi abbiamo i serbatoi pieni», aggiunge Bitossi. Sono 30mila litri di carburante che per un po’ di giorni potrebbero essere la manna dal cielo per tutti i livornesi che dovessero restare a secco. «Si tratta di una quantità che con i grandi autotreni a noi va esaurita in cinque giorni. Ma rifornendo le auto speriamo di poter far respirare per un po’ i livornesi. Considerate che un distributore normale in città ha serbatoi da 10mila litri e quelli piccoli come i due Ip che possediamo noi a Salviano e in via Solferino li hanno addirittura più piccoli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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