Gioco
Via la cassa integrazione incubo per 15mila toscani
Il piano Fornero per eliminare i trattamenti straordinari e in deroga allarma il sindacato, a rischio soprattutto i lavoratori delle piccole imprese
Se va avanti il progetto del ministro Fornero, in Toscana 15mila cassintegrati finiranno in mezzo alla strada». A dirlo è Daniele Quiriconi, segretario regionale Cgil dopo che ieri erano trapelate voci sulla volontà del Governo di eliminare la cassa integrazione straordinaria e quella in deroga dall'elenco degli ammortizzatori sociali, lasciando in vita solo quella ordinaria. I 15mila di cui parla Quiriconi sono i lavoratori che in Toscana hanno usufruito dei due strumenti che si vorrebbero eliminare e che sono stati i più usati dalle piccole e medie imprese, il tessuto produttivo della regione.
I numeri. Stando ai dati forniti dalla Uil, sulla base di uno studio prodotto dall'Inps, a novembre 2010 le ore di cassa integrazione ordinaria effettuate in Toscana sono state 5.494, quelle di Cig straordinaria 9.884 e quelle in deroga 16.055, per un totale di 31.433. Nello stesso mese del 2011, invece, quelle di cassa ordinaria ammontavano a 5.566, quelle di straordinaria a 5.755 e quelle in deroga a 14.023, complessivamente 25.344 ore. Un calo del 6% circa dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Ma che evidenzia anche un maggior impiego di cassa integrazione straordinaria e in deroga rispetto a quella ordinaria. «Per forza - afferma Rodolfo Zanieri,segreteria regionale Uil con delega per l'industria - sono proprio due strumenti indirizzati a sostenere il reddito delle famiglie e che maggiormente segnalano la presenza della crisi. Quella ordinaria può essere concessa anche a una ditta che deve realizzare opere all'esterno e che per un paio di giorni non può lavorare per via della pioggia. Quella in deroga, specialmente, è servita alle aziende sotto i 15 dipendenti a ossigenarsi un po' durante la crisi, mantenendo i livelli produttivi più o meno invariati. Ma anche le grandi imprese ne hanno potuto beneficiare, una volta esauriti gli altri ammortizzatori sociali. Una riforma del lavoro va fatta, ma togliendo questi due strumenti si rischia davvero la macelleria sociale».
L'ancora di salvezza. Lo è stata la cassa integrazione in deroga per le piccole e medie imprese toscane. «Specie quelle del lusso - afferma Riccardo Cersa, segretario regionale Cisl - che sono riuscite a mantenersi in piedi, non licenziando la manodopera specializzata su cui hanno investito per anni e che ora sono riuscite a ripartire grazie all'export in Asia delle griffe per cui lavorano». Secondo Quiriconi, «la Cig straordinaria è finanziata da lavoratori e imprese quasi per intero. Si potrebbe al limite discutere di come far compartecipare le imprese alla Cig in deroga, che è totalmente a carico della fiscalità generale».
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