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Livorno

la consegna in comune

Una “panchina livornese” per il monumento all’Unità

Una “panchina livornese” per il monumento all’Unità

di Azzurra Biagi LIVORNO Guardare al futuro partendo da un pezzo del passato. È partendo da questa idea che una pietra, proveniente dalla nostra città e risalente al periodo risorgimentale, è stata...

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di Azzurra Biagi

LIVORNO

Guardare al futuro partendo da un pezzo del passato. È partendo da questa idea che una pietra, proveniente dalla nostra città e risalente al periodo risorgimentale, è stata consegnata ieri, alla presenza dell'assessore alla cultura Mario Tredici, di una folta rappresentanza di studenti livornesi, e di tutti i rappresentanti delle più importanti istituzioni, culturali, militari e religiose, come simbolo dei moti risorgimentali livornesi, alla città di Brescia.

Il Lombardia, infatti, verrà eretto un monumento celebrativo dedicato al 150° anniversario dell'Unità d'Italia con pietre provenienti da tutti i luoghi simbolo del risorgimento italiano. Una sorta di mosaico con proveniente da tutta la penisola che formerà un monumento assestante. La pietra, il cui nome è panchina livornese, è visibile su tutto il litorale cittadino.

«Un simbolo perfetto d'identità naturale e culturale della città – spiega il geologo Libero Michelucci del comitato livornese Valori Risorgimentali – su questa pietra è costruita gran parte della nostra città, si usava per costruire le case, ma soprattutto le mura, come quelle Lorenesi, dentro cui, poi, è stata inserita la porta San Marco. Questo masso apparteneva a quelle stesse mura che nel 1849, appena finite di costruire, venivano in parte distrutte da un attacco delle forze austriache».

Il monumento che verrà eretto a Brescia, sarà costituito da pietre provenienti da tutte le città d'Italia che si sono distinte e che hanno avuto un ruolo significativo nella lotta per l'unità d'Italia "Livorno, come Brescia, la "Leonessa d'Italia" come la definì Giosuè Carducci, fu tra quelle città che parteciparono in maniera più massiccia ai moti risorgimentali con le giornate del 10 e 11 maggio 1849, quando un migliaio di cittadini livornesi cercarono di difendere la propria città resistendo ai 12.000 soldati austriaci per due giorni – spiega Maria Dal Canto, dell'ass.culturale Faro Tricolore – promotrice dell'iniziativa.

«La nostra storia passa tutta attraverso questa pietra simbolo – puntalizza Fabio Bertini, presidente del Comitato Livornese per la promozione dei valori risorgimentali – e la data che riporta è la firma di un popolo. Cittadini livornesi, che sfidando la galera e rimanendo uccisi, hanno combattuto perché il senso di giustizia li spinse a farlo. Tutti quelli stati divisi tra di loro, soggetti a potere autoritario, senza alcuna libertà, dovevano finire, bisognava lottare con tutte le forze per conquistare la modernità, la democrazia, la libertà e l'unità. Questi sono i valori che vorremmo restassero tangibili per sempre e che di cui questa pietra è simbolo». Un pezzo di Livorno dunque, da oggi andrà a costruire il simbolo dell’Italia che verrà partendo dalle radici che furono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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