Gioco
«La foto choc di mio marito per chiedere giustizia al governo»
Tiziana Savi, moglie di Riccardo Cervelli, morto in un incidente, partecipa a una campagna di sensibilizzazione che uscirà su alcuni quotidiani: istituire il reato di omicidio stradale
di Anna Cecchini
LIVORNO
Due pagine con cinquanta foto scioccanti. Foto di vittime di incidenti stradali. Questa la campagna choc messa in piedi da una serie di associazioni che combattono per veder riconosciuto il reato di omicidio stradale. Mamme e mogli di persone morte a seguito di incidenti hanno messo nero su bianco le loro esperienze e, per sensibilizzare cittadini e istituzioni, hanno deciso di comprare due pagine di alcuni quotidiani. La campagna choc uscirà oggi ed è stata organizzata dall’ associazione vittime della strada, associazione Gabriele Borgogni e associazione Lorenzo Guarnieri.
Tra queste foto c’è anche quella di Riccardo Cervelli, il marittimo morto nell’aprile del 2010 in un incidente su via delle Sorgenti, mentre stava tornando a casa verso Nugola. Da allora sua moglie Tiziana Savi combatte per onorare la sua memoria. Una battaglia che ha un fine ben preciso: ottenere dal governo il riconoscimento del reato di omicidio stradale.
Quello di Tiziana Savi non è un percorso in solitaria. L’anno scorso ha deciso di aderire all’associazione Lorenzo Guarnieri, fondata da una famiglia di Firenze il cui figlio è morto due anni fa in un incidente.
L’associazione si è fatta promotrice di una petizione nazionale per portare in parlamento una proposta di legge che serva a istituire il reato di omicidio stradale. Tiziana Savi ha deciso di partecipare attivamente alla petizione e l’estate scorsa ha cominciato a raccogliere firme in tutta la città. Una battaglia solitaria, fatta sulla strada. Prima tra amici e conoscenti e poi di portone in portone, tra i cittadini. Che hanno aderito in modo massiccio, visto che Tiziana, divenuta il simbolo locale della è riuscita a raccogliere circa 1.300 firme. Che poi ha consegnato all’associazione Guarnieri, che in tutta Italia ha raggiunto oltre 56mila adesioni per presentare la proposta di legge.
La battaglia di Tiziana e di tutte le famiglie che patiscono la sofferenza di perdere una persona cara in un incidente stradale non è finita.
«Siamo una serie di parenti di vittime - dice Tiziana Savi - residenti in tutto il Paese, ci siamo uniti e abbiamo deciso di sensibilizzare ancora di più cittadini e governo. Abbiamo comprato due pagine di alcuni quotidiani per dare vita a una campagna e far conoscere ancora meglio la nostra lotta per arrivare a veder riconosciuto l’omicidio stradale. Domani (oggi, ndr) usciranno le due pagine, che saranno un pugno allo stomaco. Foto e nomi dei nostri cari morti sulle strade. Tra queste foto c’è anche quella di mio marito Riccardo, ho deciso di pubblicarla perché mi sembrava giusto continuare questa lotta, che è una battaglia per la giustizia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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