La protesta
Gallanti: ecco perché ho dato gli elenchi
LIVORNO «Alla Regione l’ho detto chiaramente: secondo me questa imposta regionale sulle concessioni demaniali non è dovuta». Ma non basta questa dichiarazione a evitare a Giuliano Gallanti,...
LIVORNO
«Alla Regione l’ho detto chiaramente: secondo me questa imposta regionale sulle concessioni demaniali non è dovuta». Ma non basta questa dichiarazione a evitare a Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, il rimprovero di aver comunque dato alla Regione Toscana gli elenchi che chiedeva.
«L’ho fatto a ragion veduta – dice Gallanti – perché da Firenze si è spostato il piano della discussione: non più se e come attuare questa imposta ma la minaccia che, in caso avessi ripetuto il diniego, di avviare una azione legale per farsi risarcire».
Con un simile scenario in campo, lo stato maggiore dell’Autorità Portuale non se l’è sentita di «aprire una guerra istituzionale e neppure di esporre l’ente a correre un simile rischio».
Ma nella plancia di comando al primo piano di Palazzo Rosciano, quartier generale dell’Autorità portuale, si mette l’accento anche su un altro aspetto: la Toscana è se non la sola una delle pochissime Regioni ad aver scelto di andare a richiedere il pagamento di questa imposta extra, e di averlo fatto trattando da evasori chi non aveva mai pagato un tributo mai richiesto.
«So per certo – aggiunge il presidentissimo dell’istituzione portuale – che la Liguria non ha seguito l’esempio della Toscana. Nessuno è andato a chiedere niente a chi ha le concessioni demaniali. E questo la dice lunga, visto che è un territorio che conta nolti scali importanti.(m.z.)
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