Il Tirreno

Livorno

Ferrarini: «Il comandante Schettino voleva dare la colpa a un black-out»

Ferrarini: «Il comandante Schettino voleva dare la colpa a un black-out»

La relazione del dirigente della Costa: «La prima telefonata alle 21.57, ma per ore non ci ha informato della gravità della situzione»

1 MINUTI DI LETTURA





Dodici minuti dopo l’impatto con “Le Scole” Francesco Schettino disse alla Costa di aver preso uno scoglio e alla società chiese anche una “versione” da fornire alle autorità: la sua idea - rifiutata da Ferrarini - era di dare la colpa dello scontro a un black-out. Per la prima volta dal naufragio, parla Roberto Ferrarini, il direttore delle operazioni marittime della Costa Crociere che quella notte è stato in contatto con Schettino. La sua versione - consegnata dall’Ad Foschi al Senato durante la sua audizione - non differisce da quella fornita dell’azienda anche se apre nuovi scenari investigativi.

Ferrarini, infatti, sostiene che dalle 21.57, quando ci fu la prima telefonata con Schettino, a circa mezzanotte, nessun altro ufficiale a bordo lo informò della gravità della situazione. Perché? È vero ciò che riferisce oppure ci fu qualcuno che chiamò ben prima dell’hotel manager Manrico Giampedroni? E perché, se la società era informata dell’impatto con gli scogli 12 minuti dopo l’urto, non ha cercato di convincere il comandante ad accelerare le procedure di evacuazione, partite solo un’ora dopo? Aspetti che saranno i magistrati a chiarire.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore