Assistenti sociali: «Siamo troppo pochi»
Diecimila casi da seguire ma i dipendenti sono solo ventidue: impossibile mantenere i servizi
LIVORNO
Gli assistenti sociali del Comune non si faranno più carico di nuovi casi. Stop categorico, come si legge nella lettera che i rappresentanti sindacali di Palazzo Civico hanno inviato a sindaco, assessore al sociale e dirigenti.
Cosa ha scatenato la misura estrema? I numeri dell’emergenza, aggravati da una «insostenibile carenza di personale». È quanto emerso dall’ultima assemblea convocata dopo alcuni giorni di grande difficoltà. «Il peggioramento oggettivo delle condizioni di vita dei cittadini e il maggior afflusso dell'utenza che si riversa sui servizi sociali – si legge in una nota a firma della rsu – rendono urgente una risposta da parte dell'amministrazione comunale».
La carenza di organico, ripetono i rappresentanti sindacali, si protrae da anni, ma è precipitata dopo la perdita di altri nove operatori, fra pensionamenti, assenze per maternità e contratti scaduti e non rinnovati a fine anno.
I numeri sono impressionanti: tra anziani non autosufficienti (3892), minori (3695), casi di marginalità (2144) e portatori di handicap che hanno bisogno di aiuto (448), ci sono 10.179 cartelle aperte per 22 assistenti sociali sparsi sul territorio e nei presidi socio sanitari.
Significa che ogni lavoratore ha in carico 462 persone, «con l'evidente impossibilità di svolgere effettivamente il mandato professionale di presa in carico». Ovvero «l'ascolto del soggetto, l'individuazione del bisogno, l'elaborazione di un progetto individualizzato per il miglioramento della qualità della vita».
Ecco perché la rsu aziendale appoggia «incondizionatamente» l'iniziativa che da ieri mattina hanno messo in pratica le assistenti sociali, segnalando in forma scritta alla dirigenza - amministrativa e politica - l'«impossibilità di continuare a farsi carico di altri casi in base al loro codice deontologico».
L’assemblea ha quindi chiesto ai vertici del Comune il ripristino degli organici «al fine di garantire la funzionalità del servizio». In attesa del superamento dell’emergenza, continuano gli operatori, «si chiede che vengano concordate le misure necessarie a tamponare questa drammatica situazione, a partire dalla possibilità di lavorare su liste di attesa, valutando la temporanea riduzione di servizi specifici».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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