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L’eroe e il “codardo”: due statue di marmo decicate a De Falco e Schettino 

Barbara Antoni
L’eroe e il “codardo”: due statue di marmo decicate a De Falco e Schettino 

Una raffigura un uomo che fugge, mezzo uomo e mezzo coniglio, con tanto di lunghe orecchie. L’altra un uomo dritto, dignitoso, che punta il dito in segno di comando: a giugno, saranno collocate alle due estremità del ponte tibetano sul lago artificiale di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca. Per realizzare le due statue, di due metri e mezzo di altezza ciascuna, l'amministrazione spenderà 38mila euro di soldi pubblici

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LUCCA. Due statue su due estremi: una raffigura un uomo che fugge, mezzo uomo e mezzo coniglio, con tanto di lunghe orecchie. L’altra un uomo dritto, dignitoso, che punta il dito in segno di comando. La prima intitolata “Capitan Codardo”, alias comandante Francesco Schettino, che abbandona al suo destino la nave Concordia con i suoi quattromiladuecento occupanti. La seconda dedicata all’orgoglio nazionale, ovvero al comandante Gregorio De Falco, l’uomo della Capitaneria di Livorno le cui parole diaccusa e rimprovero a Schettino hanno fatto il giro del mondo.

Queste due statue, a giugno, saranno collocate alle due estremità del ponte tibetano sul lago artificiale di Vagli di Sotto. Parola del loro ideatore, il sindaco di Vagli Mario Puglia, 62 anni, un uomo vulcanico, che guida un’amministrazione di centrodestra e si decanta amico fraterno dell’onorevole Altero Matteoli. Quando ha visto le immagini della Concordia che affondava e quelle di Schettino che lasciava la nave, ha avuto la folgorazione. L’indomani ha messo al lavoro il suo ufficio tecnico e insieme hanno partorito il bozzetto delle due statue. Ha convocato in fretta e furia una riunione di maggioranza e dai suoi ha ricevuto l’assenso a realizzare il progetto, che sottoporrà nei prossimi giorni al consiglio comunale. Intanto ha parlato pubblicamente delle statue che vuole realizzare e i cittadini, dichiara, «sono stati subito entusiasti della mia idea. Perché ritengono, come me, che si debba recuperare il senso dell’ordine. Io sono un garantista. Seppure da civile, ho avuto esperienze di lavoro nello Stato - racconta Puglia -, ho fatto parte di Gladio. E ho un forte senso dell’onore».

Per realizzare le due statue, di due metri e mezzo di altezza ciascuna, con il pregiatissimo marmo di Vagli («secondo solo a quello di Carrara», puntualizza Puglia) spenderà 38mila euro di soldi pubblici. L’incarico è già stato assegnato, «a uno scultore noto e molto apprezzato della Garfagnana di cui non posso rivelare il nome perché sarebbe preso d’assalto». Ma il sindaco, pur di portare a compimento la sua opera, giura e spergiura che spenderebbe anche di più. Ed è disposto anche «a essere denunciato per questa mia idea, a essere querelato dalla Costa e anche da Schettino. Ma affronterò volentieri le querele, andrò volentieri dal giudice di pace: voglio essere il paladino dell’anti-vigliaccheria», sottolinea. Puglia è disposto, anzi ne sarebbe onorato, a regalare al Giglio le due statue. «Scriverò una lettera al Comune. Non chiamo il sindaco perché ha altro da fare. Sarei lieto se accettasse le due statue. Ma se non le vorrà, andranno a delimitare il mio ponte tibetano».

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