La protesta
I pescatori in rivolta contro caro-gasolio e licenze a punti
LIVORNO Niente paranza e calamari in vendita sulla banchina del porto. E striscioni di protesta appesi ai pescherecci, che restano ormeggiati davanti ai Quattro mori. I pescatori sono in sciopero da...
LIVORNO
Niente paranza e calamari in vendita sulla banchina del porto. E striscioni di protesta appesi ai pescherecci, che restano ormeggiati davanti ai Quattro mori. I pescatori sono in sciopero da ieri mattina e promettono battaglia almeno fino a domani, quando è in programma un incontro degli autotrasportatori con il governo. Perché la proteste dei pescatori - in atto in molte città italiane - è strettamente collegata a quella di chi guida tir: tutto rota attorno a l caro-gasolio.
«Tre anni fa - dice Gaetano Granieri, uno dei pescatori in sciopero - un litro di carburante costava 55 centesimi, ora siamo arrivati a 81 centesimi, e in più è stata messa l’Iva. In pratica per un litro di carburante si spende un euro. Un’esagerazione se si considera che per pescare una settimana con una barca di 15 metri si spendono tremila euro di benzina, e in verità usciamo in mare solo 4 giorni».
Il rincaro del carburante, secondo i pescatori, sta stringendo in una morsa l’intera categoria. Insieme ad altri problemi. «Le pescherie - prosegue Granieri - ci fanno troppa concorrenza, gli stipendi del personale sono aumentati, in più adesso il governo ha inserito la licenza a punti. Così è impossibile andare avanti: se pensate che sui nostri banchi siamo arrivati a vendere la frittura a un euro al chilogrammo, è chiaro che con le spese così lievitate non ce la facciamo più. Per non parlare del fatto che negli anni sono state ristrette le zone dove è possibile pescare e sono state imposte reti con maglie sempre più grandi».
A incrociare le braccia sono al momento i lavoratori di circa venti pescherecci che pescano a strascico. Mentre altrettante imbarcazioni che utilizzano la pesca con il tramaglio ieri mattina erano ancora attive. «Loro - spiegano i pescatori a strascico spendono meno di carburante e pescano pesci più grossi, quelli da arrosto, tanto per capirsi. Invece noi prendiamo la frittura, i calamaretti, i pesci piccoli». Tutte specie che in questi giorni sui banchi dei pescatori risulteranno introvabili.
Anna Cecchini
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