Cocaina nella boscaglia al Limoncino
Scovato un gruppo di spacciatori, due in manette: la roba in cambio della spesa. Il clou delle vendite il sabato sera
di Lara Loreti
LIVORNO
Chi li paga in soldi, chi portando la spesa. Vivere all’aperto nella boscaglia non è molto comodo. Tuttavia, da mesi un gruppo di spacciatori magrebini ha stabilito la propria dimora - nonché il luogo di smercio della roba - nel folto delle colline livornesi, dalla Valle Benedetta al Boccale. E’ la nuova tendenza dello spaccio livornese: i pusher, tutti magrebini, vendono la coca nel bosco, trovano clienti attraverso il passaparola tra i giovani che frequentano le discoteche il sabato sera. E cambiano posto in continuazione, vagando tra un bosco e l’altro della città.
Il blitz. Ieri notte i carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal capitano Luigi Perri, hanno effettuato un blitz nel verde del Limoncino e hanno arrestato (in stato di fermo) Saif Rachid e El Moustafa Jarmouni, due marocchini rispettivamente di 21 e 28 anni per spaccio. Il più giovane risulta incensurato. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i nordafricani, che gravitano nella zona tra Livorno e Pisa, spacciavano cocaina di altissima qualità con un principio attivo così forte da essere particolarmente dannoso alla salute.
50 dosi al giorno. I due erano lì da giorni: all’interno del bosco, i militari hanno trovato un frigorifero che conteneva uova, pasta e altri generi alimentari. E poi c’erano segni evidenti di bivacco quali materassi, tenda, resti di cibo e così via. Addosso i due marocchini, perquisiti nel corso del blitz, avevano 2300 euro, secondo i militari il guadagno di una giornata. Insieme ai due arrestati, per i carabinieri c’era anche un’altra persona, che però non è stata trovata sul posto. I due riuscivano a vendere 40-50 dosi al giorno. Tra la notte e la mattina di ieri, i carabinieri hanno trovato e sequestrato 30 dosi di cocaina - da circa un grammo l’una - trovate vicino a un cespuglio.
La coca dalla Versilia. Da mesi, gli uomini del Nucleo investigativo stanno svolgendo servizi antidroga in tutta la città. Controlli serrati in borghese, con servizi di osservazione e testimonianze dei clienti. L’operazione di ieri è risultato di una lunga serie di pedinamenti. Dall’indagine è emerso che i due marocchini finiti in manette farebbero parte di un gruppo di una decina di nordafricani. Gente che secondo gli investigatori si rifornisce di cocaina in Versilia. Un mercato che ha rischiato di invadere anche Livorno, considerata una buona piazza.
Dal Boccale al Biscottino. Il gruppo, secondo l’Arma, ogni sera si sposta in un posto diverso per ridurre il rischio di essere scoperto. Le boscaglie colonizzate dagli spacciatori, secondo quanto emerso dai controlli, oltre al Limoncino sono la Valle Benedetta, il bivio di Parrana San Martino, la Puzzolente, i cimiteri dell’Arnaccio (zona Biscottino) e a sud la collina sopra a Castel Boccale lungo l’Aurelia.
La roba prima della discoQuanto ai clienti, i militari dell’Arma hanno accertato che non si tratta di tossici conclamati, ma di persone, soprattutto giovani, che si riforniscono il sabato sera, tra l’aperitivo e la discoteca. Obiettivo: passare una serata da sballo.
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