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Arbitro aggredito chiama il 113

Arbitro aggredito chiama il 113

Caos durante Gigante-Amaranto: il giudice di gara si chiude nello spogliatoio

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Si chiude nello spogliatoio e terrorizzato chiama due volte il 113. «Aiutatemi, mi vogliono picchiare». È la telefonata arrivata alla polizia domenica pomeriggio dal campo del Gymnasium, in viale Carducci, mantenere è in corso la partita di terza categoria tra il Gigante e l’Amaranto. Il giudice di gara, un livornese di 31 anni, s’è rifugiato nello spogliatoio perché accerchiato dai giocatori del Gigante. Il trentunenne ha riferito alla polizia di essere stato aggredito e di aver ricevuto colpi alla schiena, oltre a una testata. La sua colpa? Una decisione sbagliata o comunque aspramente contestata dalla squadra del Gigante, che stava vincendo. Sul posto sono intervenute due pattuglie delle volanti che hanno liberato l’arbitro e l’hanno scortato, portandolo al sicuro. E solo dopo l’arrivo degli agenti, gli animi sisono tranquillizzati.

In base a quanto emerso, tutto nasce quando la partita sta per concludersi. Il Gigante conduce la gara per 3 a 2 sull’Amaranto. Il tempo regolamentare sta per scadere quando l’arbitro dovrebbe fischiare la ripresa del gioco in fallo laterale. Ma la palla viene giocata dall’Amaranto prima del fischio del giudice di gara. A quel punto i giocatori del Gigante si alterano. «Un nostro atleta - racconta il presidente della squadra, Marco Tinti - ha protestato e ha tolto la palla di mano all’avversario: l’arbitro aveva sbagliato e l’Amaranto non doveva battere quel fallo laterale, che era nostro».

A quel punto il giudice di gara ammonisce il giocatore del Gigante. «Così facendo ha fatto un altro errore - dice Tinti - senza contare che noi eravamo in vantaggio e il tempo era scaduto: questo ovviamente ha provocato la rabbia dei giocatori, che hanno solo accerchiato l’arbitro, come avviene in tutte le partite anche di serie A. Tengo a precisare che nessuno ha aggredito l’arbitro. Anzi, noi stessi dirigenti del Gigante, vedendo tanto nervosismo in campo, l’abbiamo accompagnato negli spogliatoi per evitare il peggio. Per dirla tutta, è un nostro giocatore che è finito a terra perché spinto dal giudice di gara che cercava di allontanare il gruppo che l’aveva accerchiato». L’arrivo della polizia è stato provvidenziale.(l.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web