Gioco
Rincari, esplode anche in Toscana la protesta di tir, pescherecci e taxi
Da Livorno a Montecatini, la rabbia di autotrasportatori e pescatori contro le misure del governo
Disagi e code da nord a sud sulla rete autostradale italiana a causa della protesta degli autotrasportatori, scattata alla mezzanotte. E anche in Toscana la situazione sta diventando allarmante. Il Viminale segue con attenzione l'evolversi della protesta, ha annunciato il ministro dell'Interno Cancellieri, onde evitare possibili strumentalizzazioni della protesta. In corso anche lo sciopero dei taxi, auto bianche ferme contro le liberalizzazioni fino alle ore 22. Sul sito della società autostrade l'elenco dei nodi e dei tratti interessati dalla protesta.
Intanto sempre per i rincari del gasolio e per le misure introdotte dal governo Monti nelle città di mare esplode anche la protesta dei pescherecci.
TIR CITTA' PER CITTA'
Carrara. Il "movimento dei forconi" è arrivato fino a Carrara: i camionisti che protestano contro il caro carburante hanno bloccato i varchi di ingresso del porto di Marina di Carrara. Nessun camion può entrare e tutta l'attività dello scalo è paralizzata. Per stasera previsto un presidio anche ai caselli della A12 Genova-Rosignano a Carrara e a Massa. A seguito del blocco dei varchi di ingresso del porto di Marina di Carrara da parte dei camionisti aderenti alla Fiap Trasportounito è stata sospesa la linea dei traghetti con Olbia. Lo ha comunicato la società Armamento Sardo alla Porto di Carrara spa. Pertanto il traghetto Delfino Grigio che avrebbe dovuto partire stasera alle 20 da Carrara per la Sardegna resterà in banchina. Stessa sorte per il "gemello" Delfino Bianco che non salperà da Olbia.
Livorno. Blocco del traffico questa mattina nella zona nord di Livorno per la protesta dei Tir. Circa 150 camion si sono fermati lungo tutta l'Aurelia dalla Rafineria Eni lungo tutta via Firenze. I camionisti protestano contro l'aumento del gasolio e le tariffe autostradali che mettono in forse la sopravvivenza di migliaia di aziende di trasporti. Altri manifestanti bloccano l'uscita dei tir dalla superstrada Firenze-Pisa-Livorno e soprattutto il loro ingresso nella Darsena. (foto).
Montecatini. Decine di camionisti si sono radunati nel piazzale del Palaterme con i loro mezzi per protestare contro le misure del governo. Gli aderenti alla sigla Trasporto Unito guidano la contestazione invitando i colleghi, fin dall’uscita dal casello, a seguirli fino al palazzetto. Al momento non ci sono blocchi stradali (foto).
Lucca. Dalle prime ore di stamani, lunghe code di mezzi pesanti in entrata ai caselli autostradali di Capannori e Altopascio. Il movimento dei Forconi, gli autotrasportatori in guerra col governo per via degli aumenti del prezzo del carburante, dei pedaggi autostradali e dell’Ipef, ha interessato anche la Piana. Il presidio ha ostacolato l’ingresso in autostrada di mezzi pesanti in entrata, ma non si è opposto al passaggio delle auto. Verso le dieci, il presidio si è sciolto in prossimità del casello di Capannori, mentre è rimasto (e permane tutt’ora) al casello di Altopascio dove una lunga fila di tir e camion si snoda sull’arteria di accesso all’autostrada. Gli autotrasportatori, su tutte le furie per i costi aumentati che si ripercuotono sulle loro aziende, da Altopascio fanno sapere di essere intenzionati a rimanere fino al pomeriggio. Il presidio non impedisce più ad altri camion di entrare in autostrada, ma l’intento è di dare prova, con la presenza sulla strada, del dissenso nei confronti della manovra finanziaria del governo. La polizia stradale conferma che al momento non sussistono disagi al traffico per la presenza degli autotrasportatori (foto). Dalle 18,30, è ripartita la protesta: una colonna di tir si è formata all' entrata del casello e ha bloccato gli altri mezzi pesanti in uscita dall’autostrada: li hanno fatti accostare appena usciti dal casello ma non li facevano proseguire. E’ invece stato lasciato un corridoio per far passare le auto. Il clima è di tensione: gli automobilisti specialmente hanno protestato per i disagi nella viabilità. Non si tratta, come stamani, di autotrasportatori che avevano preparato la mobilitazione. La protesta, anche di stasera, è stata organizzata con il passaparola.
Arezzo. Un presidio di camionisti sta bloccando il casello in entrata di Valdichiana, in provincia di Arezzo, sull'Autostrada del sole. Sul posto sono intervenute tre pattuglie della Polstrada. Passano solo le autovetture mentre i manifestanti bloccano l'ingresso sulla viabilità ordinaria di tutti i mezzi pesanti.
PESCHERECCI CITTA' PER CITTA'
Livorno. Sciopero dei pescatori. I pescherecci che pescano a strascico, ormeggiati sulla banchina davanti ai Quattro Mori, resteranno a terra almeno fino a mercoledì. Motivo principale della protesta: “Il rincaro del gasolio – dicono i pescatori – che ha fatto lievitare fino a 81 centesimi al litro il costo del carburante, a cui poi va aggiunta l’Iva. Significa che per un litro di carburante spendiamo un euro. In pratica, per pescare 4 giorni a settimana, una barca di 15 metri spende 3mila euro a settimana”. Non solo: i pescatori hanno incrociato le braccia anche contro la nuova licenza a punti, l’aumento delle maglie delle reti, che ha ridotto in modo consistente le quantità di pescato, e la chiusura alla pesca di un sempre maggior numero di aree. Per il momento in città hanno aderito alla protesta solo i circa venti pescherecci che pescano a strascicio (che pescano paranza, calamari e in genere pesci più piccoli), mentre le imbarcazioni che lavorano a tramaglio (nelle loro reti restano pesci di dimensioni maggiori) continuano a pescare (foto).
Piombino. Anche a Piombino la pesca è in grande crisi. E la situazione è strettamente legata agli aumenti, soprattutto a quelli che riguardano il gasolio. E da oggi, anche a Piombino, i pescherecci restano in banchina. Spiega Francesco Pampana, 42 anni in mare da quando ne ha 18, in rappresentanza della pesca a strascico: «Anche noi, le barche sono una decina, da oggi siamo fermi. Il problema? – spiega – che la marineria dello stascico (quel tipo di pesca che si svolge minimo a tre miglia dalla costa o 50 metri di fondale) è arrivata a un punto di non ritorno. Il costo del pesce, quanto viene pagato a noi, è fermo a 10-15 anni fa mentre i costi della pesca sono raddoppiati. Ora il governo Monti ha stabilito anche un’Iva su tutte le provvigioni di bordo. Difficile fare un fatturato di pesca che copra quello che si consuma». Insomma tutti fermi almeno fino a mercoledì. «C’è la manifestazione a Roma e parteciperemo anche noi» conclude Pampana.
Viareggio. La flotta viareggina di pescherecci, una ottantina, stamani non è uscita in mare per protestare contro l'aumento dell'Iva e contro il caro gasolio e l'intenzione è di restare in banchina anche nei prossimi giorni. Alcuni rappresentanti dei pescatori sono andati presso il comando della Guardia costiera per sensibilizzare della situazione critica e chiedere di riportare la loro protesta al Governo per cercare delle soluzioni al problema. «In queste condizioni ci rimettiamo ad uscire in mare, va trovata una soluzione per tutto questo, altrimenti è dura, così non si può andare avanti». Fermi anche i 35 taxi alla stazione ferroviaria a Viareggio. Una delle loro auto è stata incartata con un grande fiocco e sopra si legge su un cartello "omaggio a Monti". Su tutti i taxi sono affissi ai vetri cartelli che indicano "Fuori servizio". I tassisti viareggini hanno aderito allo sciopero nazionale contro le liberalizzazioni: per tutto il giorno rimarranno fermi.
Grosseto. Pescherecci fermi anche a Porto Santo Stefano contro il caro petrolio e l'aumento dell'Iva: 44 delle 45 imbarcazioni sonò rimaste oggi in porto dove alcuni pescatori hanno anche inscenato una protesta contro il possibile inquinamento causato dal naufragio della nave Concordia. Secondo alcuni di loro, tra l'altro, già in questi giorni sarebbe stato registrato un calo nelle vendite del pesce.
LA PROTESTA DEI TASSISTI
Anche i tassisti si muovono contro il decreto sulle liberalizzazioni: a Viareggio un gruppo di loro, di fronte alla stazione ferroviaria, ha impacchettato una vettura in polemica contro la possibilità che le licenze vengano concesse anche a chi "non ha investito" (foto).
Intanto circa 150 tassisti fiorentini sono partiti stamani dal capoluogo toscano alla volta di Bologna per partecipare alla manifestazione contro le liberalizzazioni del Governo Monti. A Firenze, come altrove, è in corso uno sciopero che proseguirà fino alle 22 di stasera e al momento, secondo quanto spiegato, non ci sono auto bianche in servizio. Alla stazione Santa Maria Novella, dove solitamente stazionano numerosi taxi, sono presenti alcune autovetture ma i conducenti non accettano le corse spiegando che sono in sciopero contro il Governo. Nel complesso, a Firenze lavorano 654 tassisti, divisi in due cooperative.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
