Il Tirreno

Livorno

Nasce senza battiti: «Parto in ritardo»

Nasce senza battiti: «Parto in ritardo»

Il neonato trasferito d’urgenza al Santa Chiara, esposto contro l’Asl. La famiglia: «Avevamo chiesto un cesareo»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO

Un bambino ricoverato in gravi condizioni nel reparto di neonatalogia dell’ospedale Santa Chiara e un esposto in procura da parte di una coppia pisana che vive a Livorno. È il bilancio di quello che doveva essere un lieto evento e che invece si è trasformato in un dramma familiare.

Per i genitori del piccolo, che per motivi di privacy chiameremo Luigi, a mettere in pericolo la vita del loro secondogenito, venuto alla luce all’ospedale di Livorno venerdì notte, sarebbe stato il ritardo con cui si è intervenuti nel parto. Il piccolo è nato con il cesareo in arresto cardiaco ed ha avuto una grave sofferenza cerebrale.

Adesso è ricoverato nel reparto di neonatalogia della clinica ginecologica di Pisa, diretto dal professor Boldrini, ed è trattato come in questi casi si fa, con l’ipotermia.

Purtroppo gli effetti del danno possono essere progressivi. Ma è anche lecito sperare che con il passare del tempo le condizioni del piccolo possano migliorare e che il bambino possa ristabilirsi e a poco a poco riprendersi del tutto.

Per sciogliere la prognosi dei rianimatori, purtroppo, ci vuole molto tempo: è possibile che trascorrano mesi. Solo allora si potrà vedere se ci sono danni cerebrali, se sussistono disabilità e di quale tipo. Ma i medici sono chiari: i rischi sono alti.

Secondo i familiari la puerpera, una signora di 39 anni, è stata ricoverata venerdì al termine di una normale gravidanza. Sempre secondo la loro versione dei fatti, nel tardo pomeriggio sarebbe stata registrata una variazione nei battiti cardiaci del feto al monitoraggio. In serata la mamma, in ansia, avrebbe chiesto di essere sottoposta al parto cesareo, ma senza esito.

A tarda notte ci sarebbe stata la rottura delle acque e allora sarebbe stata preparata l’équipe per un cesareo allestito d’urgenza. Ma il bambino sarebbe nato in ipossia cerebrale.

Dopo i primi tentativi di rianimazione il piccolo è stato trasferito all’ospedale di Pisa, dove esiste un reparto specializzato. È stata la stessa équipe pisana, allertata per questo tipo di interventi e dotata di una incubatrice da trasporto attrezzata, ad arrivare all’ospedale di Livorno a prelevare il piccolo, che è stato poi ricoverato al Santa Chiara.

Per i medici pisani le sue condizioni per il momento restano «gravi». La mattina seguente, sabato, il padre del piccolo, di fronte allo svilupparsi degli eventi, si è rivolto ad un legale ed ha presentato un esposto alla procura di Livorno chiedendo un’inchiesta che faccia luce sul caso e chiarisca se il parto si è svolto con regolarità.

La coppia, lui 43 anni, operaio, lei 39, casalinga, ha già un bambino di 6 anni. Era in attesa del secondogenito, ma le cose non sono andate come la famigliola aveva sperato.

La mamma, ancora ricoverata a Livorno, potrebbe essere dimessa mercoledì; più lunghi i tempi per il neonato, che si trova appunto al Santa Chiara.

Oggi la direzione sanitaria dell’Asl 6 aprirà un’indagine interna per capire la dinamica esatta dei fatti attraverso la documentazione del reparto, le cartelle cliniche e un colloquio con medici e infermieri di turno venerdì notte.

Intanto però l’azienda ha ammesso che in effetti durante il parto il piccolo ha avuto una sofferenza fetale, ma ha aggiunto che è stato fatto tutto il possibile nel rispetto delle consuete procedure. «La gravidanza si era svolta regolarmente - spiegano dall’azienda - Improvvisamente c’è stata una sofferenza fetale, il battito del nascituro è crollato e l’equipe di turno ha proceduto nei tempi minimi necessari ad intervenire col cesareo, rispettando le procedure».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca