Gioco
Macchia d’olio in mare, si parte con lo svuotamento Identificato il cadavere della sposina di Biella
Gabrielli ha dato il via all’operazione di “defueling” che potrà essere svolta insieme alla ricerca dei dispersi. Sono stati trovati altri due corpi di donna ed è stata identificata una delle vittime recuperata nei giorni precedenti
Le operazioni per svuotare le cisterne della Costa Concordia andranno di pari passo alla ricerca dei dispersi. La decisione è stata ufficializzata dal capo della protezione civile e commissario per l’emergenza, Franco Gabrielli: «Effettueremo le due operazioni contemporaneamente. Proseguiremo le ricerche dei dispersi finchè potremo ispezionare la nave, finchè ci saranno le condizioni di sicurezza. E se ci saranno corpi sotto lo scafo sarà possibile recuperarli solo quando la nave sarà di nuovo in asse».
VIDEO Gabrielli: la nave è stabile
Recuperare i corpi e identificarli per capire chi c’era su quella nave da crociera e chi c’è morto: e il prefetto torna sulla parola ’clandestinì pronunciata proprio ieri. «Dispiace - ha detto Gabrielli- che si sia data un’immagine della società che nasconde clandestini nelle sentine». E rimanda i termini “clandestino” e “non censito” ai »puristi della lingua«. Ma le polemiche legate a questa tragedia hanno vita breve. Per arrivare alla decisione di dare semaforo verde all’operazione di svuotamento senza sospendere le ricerche delle vittime Gabrielli ha ascoltato il parere del comitato tecnico-scientifico, al quale aveva posto precisi quesiti, poi è volato in elicottero a Grosseto, per parlare con il procuratore capo di Grosseto. Alle 15, ha comunicato ai media che «si va avanti». Partono dunque i lavori per liberare la nave dal carburante e non cessa il lavoro di palombari e di sommozzatori che cercano senza fermarsi mai chi ancora manca all’appello. Un lavoro rischioso adesso che l’acqua entrata nella nave comincia ad essere putrida. Eppure si va avanti perchè, come dice lo stesso Gabrielli, «qui sull’Isola ci sono familiari delle vittime che hanno il diritto di sapere. Di sapere anche che chi troviamo non sono loro congiunti».
E così, quando arriva la notizia del ritrovamento di altre due donne tra i ponti tre e quattro, grazei ai varchi aperti dai palombari della Marina, la lista della tristezza si allunga. Cominciano le procedure per estrarre quel che resta di quei corpi, il trasferimento in elicottero a terra. Poi l’identificazione, grazie allo speciale pool della Scientifica che, in collaborazione con l’Interpol, sta lavorando incessantemente da dieci giorni. Ed è stata identificata Maria d’Introno, la sposina di Biella che era in viaggio sulla nave della morte con il marito ed altri parenti e che, probabilmente per la paura dell’acqua, non è riuscita a tuffarsi in acqua e a mettersi in salvo.
LA STORIA La sposina di Biella
Dieci giorni. E ne passeranno tanti ancora prima che questa ferita, umana e ambientale, cominci a rimarginarsi. Ferita ambientale che si è concretizzata in tarda serata, quqndo una macchia di olio è stata avvistata al largo dell’isola del Giglio. Il fatto, riferito da alcuni residenti, è stato confermato dalla struttura del commissario per l’emergenza. La stessa struttura del Commissario ha precisato che si tratta una macchia di 300 metri per 200 circa di olio che sarebbe fuoriuscito nei giorni scorsi o nell’immediatezza dell’incidente della Concordia. Successivamente il liquido si sarebbe depositato sul fondo e ora starebbe risalendo a galla, a distanza dalla nave, portato dalle correnti. L’Arpat (Agenzia regionale di protezione ambientale della Toscana) ha già prelevato dei campioni per le analisi e i tecnici della Castalia - la società italiana di cui si serve il ministero dell’Ambiente - hanno già nella giornata di oggi cominciato ad intervenire, posizionando le panne assorbenti. Nella zona dove si trova la macchia ci sono delle motovedette della Guardia Costiera che stanno costantemente monitorando la situazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

