Sicurezza
Isola invasa dai curiosi
Tour sui luoghi del naufragio, foto, filmati
ISOLA DEL GIGLIO
Il porticciolo di Porto Santo Stefano ieri è stato invaso. Fatto eccezionale per un sabato invernale. Ma il naufragio della Costa Concordia ha acceso in molti la curiosità morbosa che porta a visitare i luoghi delle tragedie. Così le biglietterie delle due compagnie che fanno servizio tra l’Argentario e il Giglio, Toremar e Maregiglio, hanno visto un via vai di turisti del dolore. In 1080 sono sbarcati al Giglio e tra questi non ci sono i soccorritori. Il sabato prima del naufragio erano stati 131. «Non avevo mai visto una cosa del genere in un mese invernale» dice Libero Schiaffino, uno dei responsabili del servizio biglietteria. Ma c’è di più. Sono arrivate molte telefonate alla Pro Loco per cercare case in affitto per trascorrere almeno una notte sull’isola. C’è anche chi vuole affittare una barca per arrivare il più vicino possibile al relitto. «Una coppia - dice Schiaffino - ha acquistato i biglietti di andata-ritorno per il traghetto delle 14.30 che riparte dal Giglio alle 16. Considerando che il viaggio è di un’ora e che prima delle 16 cominciano le operazioni d’imbarco, sono rimasti sull’isola pochi minuti».
È la fotografia più cruda del turismo del dolore: bastano pochi attimi pur di avere una foto o poter dire di aver visto quel gigante del mare senza vita. Armati di telecamerine e cellulari hanno scattato foto, fatto filmati, posato con moglie o fidanzata avendo sullo sfondo la Concordia inabissata.
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