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La rabbia del sindaco «Non si infanghi il nome della città»

La rabbia del sindaco «Non si infanghi il nome della città»

Il primo cittadino protesta dopo il servizio andato in tv «Si dimentica chi si è prodigato per queste persone»

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GROSSETO

Emilio Bonifazi rimanda le accuse di sciacallaggio al mittente. «Non si può infangare la preziosissima opera di un territorio, di una intera città - Grosseto – che senza farsi tante domande, si è data a favore di chi aveva bisogno» dice il sindaco. «Fosse anche che le sigarette costavano qualche centesimo in più, fosse anche che ci sia stato un piccolo ritardo nella consegna di spazzolino e dentifricio, possono simili episodi (sempre ammesso che siano veri) infangare l'opera spontanea di decine e decine di persone di buona volontà che si sono prodigate per dare assistenza e conforto a centinaia di persone scampate al naufragio della Concordia?». Bonifazi non accetta le critiche uscite durante la puntata di Porta a Porta, in cui alcuni naufraghi hanno denunciato scarsa ospitalità e vendite proibitive a Grosseto. Ma in realtà, dice il sindaco, di fronte al dramma i grossetani «hanno risposto e basta».

«La Grosseto di quelle ore concitate è una città che ha raccolto per strada persone seminude, infreddolite, impaurite, lasciate in balia del loro destino da chi invece avrebbe dovuto subito prendersene cura. Ci saremmo aspettati un gesto, un segnale da Costa Crociere: invece le 859 persone arrivate qui sono state accompagnate da grossetani: personale della protezione civile, dipendenti pubblici, l’Asl, vigili urbani, autisti dell'azienda di trasporti che ha messo a disposizione i propri mezzi».

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