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Livorno

Concorso sospeso i vincitori restano a casa

Concorso sospeso i vincitori restano a casa

Servizio civile nel caos dopo l’apertura del Tribunale di Milano ai ragazzi stranieri «Selezione discriminatoria, va ripetuta». Congelati migliaia di posti in tutta Italia

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di Juna Goti

LIVORNO

Il servizio civile è bloccato. A Livorno come nel resto d’Italia. A deciderlo è un’ordinanza del Tribunale del lavoro di Milano, che pochi giorni fa ha dichiarato «discriminatoria» la chiusura della selezione pubblica ai ragazzi stranieri senza cittadinanza. In attesa di accordi o ricorsi, il bando che è andato a segno a fine anno è stato quindi congelato e ora potrebbe dover essere ripetuto. Tra mille difficoltà.

Ieri mattina i rappresentanti del Comune e delle associazioni di volontariato che da sempre contano su questa carta per coprire servizi e fare formazione (da Svs ad Aism), hanno scritto a tutti quei ragazzi che a novembre hanno passato selezioni su selezioni prima di sentirsi rispondere sì. A Livorno sono un centinaio, rigorosamente under 28. I più avrebbero iniziato a febbraio: 30 ore a settimana, 433 euro al mese, per un totale di 365 giorni. Palazzo Civico, ad esempio, ha messo in campo due progetti per 28 ragazzi: uno di educazione nelle scuole, l’altro di assistenza nelle Rsa della città.

Ma ora il condizionale è d’obbligo. «Carissimi ragazze e ragazzi – si legge nella lettera inviata ai vincitori dall’assessore Mario Tredici - è con molto dispiacere che vi trasmettiamo questo avviso dell’Ufficio nazionale del servizio civile. Si tratta di una sospensione che ci auguriamo non pregiudichi il progetto, la selezione e quello che sino ad oggi abbiamo costruito insieme» .

Mentre la Toscana riconosce da tempo ai giovani stranieri la possibilità di partecipare al servizio regionale, a livello nazionale chi non ha la cittadinanza è fuori. Il caso è scoppiato quando uno studente pakistano cresciuto in Italia, Syed Shahzad Tanwir, ha alzato la voce: «Questa è discriminazione». Il Tribunale di Milano gli ha dato ragione, ordinando la sospensione delle procedure e la modifica del bando. Nel merito anche dal ministero riconoscono la necessità di rivedere le regole. Ma in queste ore uffici romani e associazioni sono a caccia di un’intesa per scongiurare la paralisi del settore. Ieri un gruppo di volontari ha scritto al ministro Riccardi esprimendo «solidarietà al ragazzo pakistano»: «Ma si usi il buon senso».

L’obiettivo è aprire agli stranieri dal prossimo anno in modo da non bloccare i progetti già in calendario e il lavoro di migliaia di ragazzi: lungo lo Stivale sono quasi 18mila.

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