Il Tirreno

Livorno

«Niente ricambi dall’Asl per il respiratore di papà»

L’anziano genitore è stato dimesso con un apparecchio dall’ospedale Cisanello Ma a Livorno il figlio non è riuscito ad avere filtri e mascherine per l’ossigeno

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di Matteo Baccellini

LIVORNO

«Sono sconcertato, non riesco a capire come funzioni la macchina organizzativa dell’Asl. E quando hai bisogno di energie per assistere un genitore che sta male, le perdite di tempo ti mandano su tutte le furie».

Lo sfogo di un lettore di Vicarello inizia così. Dalla rabbia per l’odissea che sta vivendo assieme all’anziano padre. Nessuno, ai vari uffici della Asl di Livorno, gli ha ancora consegnato i ricambi per l’apparecchio di ventilazione che dà ossigeno al genitore. Un uomo con una lista lunga di malanni: da una grave insufficienza respiratoria a quella renale, dal diabete mellito all’artrosi, fino alle fratture ossee e alle apnee notturne, conseguenze di un cuore che non funziona più come dovrebbe.

«Mio padre è stato dimesso lo scorso 3 gennaio dall’ospedale Cisanello di Pisa - dice l’uomo - ma i sanitari ci hanno consegnato una macchinetta, un apparecchio di ventilazione non invasivo che serve a farlo respirare meglio. Prima che cadesse e si fratturasse alcune ossa, aveva anche momenti in cui si addormentava a lungo. È il problema di chi ha poca ossigenazione alla testa».

Quella macchinetta serve al 79enne. Tanto che a Pisa, due settimane fa, i medici hanno consegnato a suo figlio una serie di ricambi: si tratta di alcuni filtri, che possono durare non più di 4 giorni ciascuno, più due tubi, due maschere facciali e due cuffie. E una lettera da portare agli uffici dell’Asl di competenza, quindi di Livorno.

«A Pisa si erano raccomandati. Una volta arrivato a casa avrei dovuto cercare i ricambi per l’attrezzatura di mio padre. Io ci ho provato da subito, ho portato la lettera con me, spiegando il delicato quadro clinico di mio padre. Ma dopo vari tentativi a vuoto, viaggi su viaggi, ho capito che le cose nella sanità non funzionano proprio».

La Asl avrebbe dovuto consegnare all’uomo altri 125 filtri, 2 tubi, altrettante mascherine e cuffie. Primo viaggio, a vuoto, all’ufficio protesi di via San Gaetano. «Lì mi hanno fatto subito delle storie - spiega il figlio dell’uomo malato - dicendo che senza l’attestato di invalidità civile non avrebbero potuto fornirmi alcun ricambio».

Ed ecco il caos. Da tempo il 79enne è sottoposto al giudizio di una commissione medica che deve accertare la stessa invalidità, Ma al momento, dopo una serie di esami, è stato giudicato “rivedibile”.

«Abbiamo a fine e mese un nuovo appuntamento con la commissione medica, ma fino ad allora mio padre non è certificato come invalido». Tutto questo è stato spiegato anche a un altro ufficio dell’Asl, in via Venuti. «Lì mi hanno detto che all’ospedale di Pisa hanno sbagliato a darmi quell’apparecchio di ventilazione». Addirittura un errore. «L’Asl per darmi i ricambi voleva la richiesta del medico curante di mio padre per una visita pneumologica, e la compilazione di un modulo di autorizzazione all’uso dell’apparecchio stesso, più il collaudo».

Spazientito, ma deciso ad andare in fondo alla triste storia, il lettore di Vicarello è tornato all’ufficio protesi. «Ecco il colmo. In via S.Gaetano con il modulo compilato e la richiesta, mi hanno detto che per prenotare la visita dovevo andare al Cup del poliambulatorio».

«Ma per fare quale visita? - siè chiesto l’uomo - mio padre è già stato dimesso. Sappiamo bene che problemi ha. Credo si tratti di una ripicca. Livorno non mi vuole dare ricambi per un respiratore avuto a Pisa. È sconcertante».

Anche perché di ricambi ancora non si vede l’ombra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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