Sicurezza
Colle: entriamo nell’Authority
Il sindaco Bacci: «Non abbiamo il mare ma abbiamo aree-chiave per far ripartire lo scalo»
di Mauro Zucchelli
COLLESALVETTI
Il Comune di Collesalvetti torna alla carica: vuol entrare a far parte dell'Autorità Portuale. Parola del sindaco Lorenzo Bacci, che sottolinea di averne fatto un obiettivo di legislatura.
Possibile che una qualche parte di un municipio senza neanche una fettina di mare ricada all'interno della giurisdizione di una istituzione portuale: a Collesalvetti ammettono che «non esistono precedenti in Italia», se non un tentativo (poi rimasto a metà strada) in Veneto che avrebbe coinvolto non un centro minore «bensì Padova».
«Non abbiamo il mare - dice Bacci - ma abbiamo quel che serve perché Livorno diventi davvero il porto non di una città ma di una regione tutta intera, come chiede il governatore Rossi e come vogliono le stesse istituzioni livornesi». Tradotto: il territorio colligiano non arriva in riva al bagnasciuga ma può mettere a disposizione «assai coinvolti nell'identikit di un porto moderno». Come l'autoporto del Faldo («voluto non a caso da Italo Piccini»), come l'interporto («con un collegamento ferroviario direttissimo con le banchine ancora non concretizzato»), come «le aree di proprietà dell'Authority nel nostro territorio».
Bacci si mostra ottimista: dice di aver raccolto passo dopo passo l'ok del Comune di Livorno, il via libera deli vertici dell'Authority, segnali positivi dalla Regione («a cominciare dall'assessore Ceccobao») e anche del ministero.
Se adesso Collesalvetti riparte con questa istanza è anche sulla scia della firma dell’intesa per la «realizzazione del primo stralcio funzionale del progetto di adeguamento idraulico del canale Scolmatore»: Pisa e Livorno, finalmente, dopo la lite della settimana scorsa sotto gli occhi del presidente della Regione, sono tornati al tavolo del governatore e hanno trovato modo di collaborare. Collesalvetti ha ridotto da oltre 500 a 100mila euro la propria quota ma Bacci tiene a sottolineare il «ruolo fondamentale e convinto che abbiamo avuto noi di Colle, com’è testimoniato anche dall’approvazione all’unanimità della bozza di accordo da parte del consiglio comunale».
Il progetto relativo allo Scolmatore resta uno degli impegni-chiave della Regione in questi anni ma è stato dimezzato (da 108 a 51 milioni di euro) e ha rovesciato le proprie priorità: prima metteva al centro soprattutto la navigabilità del canale, adesso l’attenzione è inizialmente concentrata soprattutto sulla messa in sicurezza dal punto di vista idraulico per dire alt al rischio di allagamenti.
«È un aspetto estremamente importante per il nostro territorio», avverte Bacci: non solo si sta eliminando il “tappo” di melma che ostruisce il deflusso verso il mare, la foce armata dovrebbe cancellare anche la possibilità che si formi di nuovo. Lo Scolmatore nato per tenere a bada l’Arno in caso di alluvione, in realtà non riceve quasi mai acqua dall’Arno: è riempito principalmente da un reticolo di affluenti minori che interessano una fascia che arriva a Bientina e Crespina. In caso di piena, se lo Scolmatore funziona “a rovescio” come accade spesso, gli affluenti si gonfiano e tracimano allagando vaste estensioni. Anche e soprattutto intorno a Colle.
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