Gioco
Donna misteriosa con il Comandante, la Costa spiega
La ragazza moldava, già dipendente della compagnia "era regolarmente registrata tra i passeggeri". Avrebbe aiutato l'evacuazione traducendo le indicazioni in russo
Venticinque anni, moldava con nazionalità romena. Domnca Cemortan era vicino alla plancia del Concordia al momento dello schianto. Diverse testimonianze raccontano dell’inizio di serata di Schettino, tra pubbliche relazioni e galanterie. Al Daily Mail una passeggera olandese, Monique Maurek, 41 anni, riferisce di aver visto il comandante in uno dei bar della nave «con una bella donna al braccio»; mentre Marco Monda, un altro superstite, racconta: «Eravamo con mia moglie al ristorante esclusivo, all’ultimo piano della nave, erano le 21,15 ed ho visto il comandante arrivare al ristorante in compagnia, abbracciato con due ragazze, una bionda e una con i capelli scuri. Mostrava alle due ragazze la vetrata del ristorante, la vetrata da cui si vedeva il Giglio». In realtà, ha spiegato la Costa, la ragazza era regolarmente imbarcata come passeggera e avrebbe aiutato nella traduzione degli ordini di evacuazione. Ed è proprio lei, in un'intervista a una tv moldava, che racconta come Schettino abbia salvato molte vite.
Nel mondo è il comandante che, con la sua scriteriata condotta, ha causato il naufragio della Costa Concordia. A Meta di Sorrento, il suo paese, è l’eroe che ha salvato 4.200 passeggeri. Francesco Schettino è arrivato a casa nel cuore poco dopo le due della notte tra martedì e ieri. Scortato da polizia e carabinieri, e accompagnato dalla moglie e dal fratello, il comandante ha evitato i media, entrando nella sua abitazione di via San Cristoforo 10 da un ingresso secondario. A difenderè la sua casa e la sua famiglia, in via San Cristoforo 10, è arrivato pure un assessore, quello al Bilancio, Giuseppe Tito, che in paese chiamano l’imperatore. Si è piazzato davanti a casa, «Schettino è persona degnissima», ha detto fermo. In serata è apparso anche uno striscione di incoraggiamento. Lo hanno affisso in serata tre 19enni, proprio davanti al portone. La scritta è eloquente: “Comandante non mollarè”. Ieri è stato il turno dell’avvocato di Schettino, Bruno Leporatti. «Una manovra scellerata, dice il dottor Verusio? Io la definirei imprudente. Il procuratore ha detto che non è pentito? Io so che è molto turbato, affranto per quel che è successo.
È scosso, non solo per la perdita della nave, soprattutto per i morti. Non è vile né criminale». La scarcerazione di Schettino per la difesa è un gol messo a segno. Il giudice ha riconosciuto che «il pericolo di fuga è una mera supposizione perché era sceso dalla nave. In realtà il comandante non s’è mai sottratto all’identificazione ed è rimasto su uno scoglio da dove ha parlato più volte con la capitaneria». E quindi, chiosa l’avvocato, non voleva fuggire. Inoltre: «nell’interrogatorio - dice l’avvocato - non ha attribuito responsabilità ad altri. Era in plancia, la manovra l’ha fatta lui e si è assunto ogni colpa». In realtà la strategia è tutta da mettere a punto.
L’avvocato si riserva d’impugnare la decisione del gip sugli arresti domiciliari legata alle sue condotte colpose, ma la procura sta acquisendo altro materiale, dai tabulati telefonici al contenuto della scatola nera, per la cui decifrazione servirà un software specifico. Senza tralasciare l’aspetto civilistico, condizionato da una frase sibillina di Pierluigi Foschi, amministratore delegato di Costa Crociere: la compagnia attende lo svolgimento delle indagini, ma già si ritiene parte lesa.
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