Gioco
Quei gesti cafoni che avvelenano i rapporti quotidiani
Dalla cacca del cane in strada alle auto sulle strisce pedonali: ecco dieci esempi di ordinaria e frequente maleducazione
di M. Lancisi
Avanzano i nuovi cafonal. I maleducati della porta accanto, di chi sosta l'auto nelle strisce pedonali o davanti al cancello di casa. O fa fare i bisogni al proprio cane sui marciapiedi. E che dire del cameriere che ti prende il piatto mentre stai ancora facendo la scarpetta? O del barista che ti serve il caffè mentre parla al telefono con la sua amante?
Ecco un viaggio nei piccoli gesti quotidiani di maleducazione diffusa. Un viaggio in dieci clic esemplari.
Primo. Il signor F., alle dieci di sera, dopo una giornata di lavoro molto impegnativo, si mette al volante per rincasare. Ma davanti al cancello dell'azienda sosta un'auto con una giovane donna a bordo. Il signor F. segnala con le luci l'intenzione di uscire. La donna non risponde. L'uomo allora suona leggermente il clacson. A questo punto, ma sono passati alcuni minuti, la donna decide di liberare il passaggio ma inveisce contro il signor F. :«Ma cosa suona? Stia calmo. Non si agiti ...».
Secondo. La signora D. è una pubblicitaria. Lavora in un'azienda di pubblicità. Racconta che quasi ogni mattina, davanti all'ingresso, trova una sgradita sorpresa: la cacca di un cane. Problema diffuso. I marciapiedi delle nostre città sono sporche dei bisogni dell'amico dell'uomo. Ci sono padroni che pensano a ripulire, ma molti lasciano sporco. E i Comuni mettono le multe, ma nessuno controlla.
Terzo. E, a proposito di cani, spesso sono tenuti senza museruola. E' successo: il signor L. si porta a spasso libero un cane pastore tedesco, più grande di un bimbo di 3 anni. La mamma del bimbo: «Scusi, ma perché non gli mette la museruola». Signor L.: «Io faccio quello che mi pare...».
Quarto. «Mi fa un caffè?». Il barista continua a parlare con una bella donna. «Ieri sera siamo stati a ballare ecc.». Il cliente insiste: «Un caffè". Il barista finalmente si decide a farlo, lo serve, ma non considera il cliente, ma solo la giovane cliente. Un caffè costa un euro. Nel costo è compreso anche il servizio. Cioè l'attenzione del barista nei confronti del cliente. O no? E invece capita troppo spesso che mentre ti servono parlano o al telefono o con amici. Quando invece l’attenzione dovrebbe essere solo per il cliente.
Quinto. Al ristorante. O siamo costretti ad aspettare tempi lunghissimi per essere serviti o l'esatto contrario. Uno non fa in tempo a finire di mangiare spaghetti o bistecca che c'è pronto il cameriere a ritirare il piatto e a chiedere, mentre uno ha ancora il boccone in bocca: «Vuole un dolce?». Clienti come polli da ingozzare. Quando buona regola del cameriere dovrebbe essere quella di intervenire con i tempi giusti.
Sesto. Davanti al semaforo. Avete presenti quelli che lo oltrepassano per essere i primi a scattare al verde? Solo che il verde non riescono a vederlo. E così quando scatta loro, non vedendolo, fanno da inciampo a chi è stato educatamente in fila. Tarantolati e maleducati.
Settimo. A proposito di auto. Un classico è quello di mettere il proprio veicolo in sosta nelle strisce. I pedoni sono costretti a fare una gimkana. Se provi a protestare - «Scusi, può togliere l'auto dalle strisce - non ricevi le scuse del maleducato ma un sono vaffa. (Per non parlare del difensore della Fiorentina Cesare Natali che ha piazzato la sua Ferrari nel posto riservato ai disabili).
Ottavo. Le file sono il regno della maleducazione. La voglia di passare avanti agli altri è irrefrenabile. L’aspetto più insopportabile è quando quello che è avanti a te, una volta allo sportello, fa la pratica per se e per i suoi amici. Che quindi non hanno da mettersi in coda. In nome dell’amicizia maleducata.
Nove. Pronto? Parlo con...Quante volte dopo aver aspettato minuti e minuti di avere un collegamento con una linea telefonica, arrivati al momento fatidico della risposta, la comunicazione cade. E nessuno vi richiama. Oppure se riuscite a parlare vi imbattete in interlocutori sbrigativi, che rispondono a mozziconi e non perdono l’occasione di evidenziare la loro irritazione. Di parlare con i clienti.
Decimo. I taxi sono sul piede di guerra contro il governo per le liberalizzazioni. Sarebbe auspicabile che pensassero anche a migliorare la qualità del servizio. Capita a volte di imbarcarsi in taxi maleodoranti. O perché il taxista puzza di sudore . O perché l’abitacolo rimane sempre chiuso. O per il fumo. E l’elenco potrebbe continuare. E pesare che basterebbe poco. Solo un po’ di attenzione agli altri. Che è poi il vero scopo dell’educazione.
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