Toscana
Progetto unitario: ospitare ex detenuti per pene alternative
LIVORNO Le associazioni di volontariato e promozione sociale, compatte in un unico progetto. Ail, Arci, Auser, ma anche Avis, Svs e Uisp. Non era mai accaduto che le principali realtà laiche di...
LIVORNO
Le associazioni di volontariato e promozione sociale, compatte in un unico progetto. Ail, Arci, Auser, ma anche Avis, Svs e Uisp. Non era mai accaduto che le principali realtà laiche di associazionismo si unissero in una rete di sinergie. «Le nostre organizzazioni raggruppano più di 30mila iscritti - spiega Marco Solimano (Arci) – I nostri volontari diventano i principali sensori dei disagi delle fasce deboli». E lo scenario attuale non è confortante: «Il sistema di welfare vacilla, gli enti non sono più in grado di fornire risposte ai bisogni sociali, le aree di marginalità e povertà si estendono», svela Fiorella Cateni, presidente di Auser. Le sei associazioni hanno dato vita ad un documento congiunto, avviando un sistema di collaborazioni. «In un momento così delicato di vita civile ed economica – spiega Giovanni Belfiore, presidente di Avis - le organizzazioni storiche della città si sono sentite in dovere di scendere in campo per fornire alla comunità un prezioso contributo, frutto di saperi e competenze accumulati in anni di presenza radicata sul territorio». Mettere a disposizione le proprie capacità e stimolare l’amministrazione a difendere e valorizzare tali esperienze. «Tutte le associazioni firmatarie – annuncia Cateni – hanno già provveduto a richiedere un colloquio con il sindaco e il direttore generale di Asl. Nessun conflitto o critica all’amministrazione, sia chiaro – tengono a precisare – il nostro obiettivo è quello di far ripartire quell’interlocuzione diretta e propositiva che negli ultimi anni è venuta a mancare». Ail, Arci, Auser, Avis, Svs e Uisp sottoporranno al Sindaco, un primo progetto condiviso. «Si tratta di un progetto a costo zero – interviene Marco Solimano, che è anche garante dei diritti dei detenuti – finalizzato al reinserimento sociale di ex detenuti attraverso le realtà di volontariato». Ma la proposta è molto più ambiziosa: “I detenuti – aggiunge - potrebbero portare a termine all’interno delle associazioni percorsi di pena alternativa, contribuendo a decongestionare il carcere». «Finora abbiamo peccato di individualismo – conclude Vincenzo Pastore, Svs – adesso è giunto il momento di metterci in rete».
Martina Corirossi
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