Gioco
Oggi lo stato d’emergenza, via i vincoli
Forse il commissario sarà il prefetto Gabrielli. Marras: «Solo così possiamo accorciare i tempi per gli interventi»
GROSSETO
E’ una corsa contro il tempo il recupero del gasolio dai serbatoi della Costa Concordia.
Le lancette dell’orologio corrono per i sommozzatori e gli esperti olandesi della Smit, incaricati del compito.
Occorre saltare a pie’ pari tutti i vincoli e le leggi che vorrebbero questo tipo di operazioni realizzarsi con tempi ben scanditi. Troppo lunghi, in questo caso, visto che c’è anche il maltempo (e il mare grosso) in arrivo.
Ecco dunque che oggi, a scanso di imprevisti, il governo dichiarerà lo stato d’emergenza al Giglio, in modo da «consentire in tempi brevi tutte le azioni per contenere gli effetti dell’incidente», come ha spiegato ieri il ministro all’Ambiente Corrado Clini.
«Un passo importante» dice il presidente della Provincia Leonardo Marras. Allo stato pratico lo stato d’emergenza significa derogare i vincoli e le leggi che sono in vigore in una determinata area. «Al Giglio non solo siamo sul mare, ma è anche presente un parco naturale. Quindi i vincoli che richiedono autorizzazioni e tempi burocratici in quella zona sono molti e complessi» spiega Marras. Tempi che non possono essere rispettati, in nome «della salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica».
Occorrono «interventi più veloci da quelli normalmente consentiti», dice il numero uno di palazzo Aldobrandeschi.
E lo stato d’emergenza servirà proprio a questo. La dichiarazione da parte del governo dovrebbe arrivare oggi durante il consiglio dei ministri, se gli impegni britannici non terranno lontano più del dovuto il premier Mario Monti. L’iter poi prevede che dopo la seduta dell’esecutivo venga fatta un’ordinanza, che stando a quanto ha detto Jacopo Giliberto, portavoce di Clini, è già in elaborazione.
«Dovrà essere fatta insieme alla Regione» continua Marras. Secondo quanto spiegato dall’uomo del ministero, l’ordinanza «si divide in due settori: la sicurezza della navigazione, con la rimozione della nave e quella ambientale, con la rimozione delle 21 cisterne di carburante presenti nella pancia della Costa Concordia. Ne faranno parte un commissario della protezione civile e due sottocommissari, uno ministero delle Infrastrutture e uno del ministero dell'Ambiente». C’è un nome che rimbalza da ieri circa la nomina del commissario.
Da Roma infatti arrivano indiscrezioni che vogliono lo stesso Franco Gabrielli, capo della protezione civile seguito a Guido Bertolaso, alla testa dell’unità di crisi.
«Spero proprio che sia lui. – dice Marras –. Sarebbe il riconoscimento delle autorità centrali sulla gravità della situazione al Giglio».
Lo stesso numero uno della protezione civile aveva annunciato questa misura nel corso della sua visita in Maremma martedì, chiarendo che «ad operare direttamente sul campo saranno gli stessi soggetti impegnati fino ad oggi».
Certo, nel caso servisse una mano in più, arriveranno rinforzi dalla capitale. Gabrielli o meno, comunque, il commissario sarà a capo della struttura organizzativa che andrà a crearsi, seguito dal comitato di coordinamento e infine il soggetto attuatore.
La questione infatti sta proprio qui. «Con lo stato d’emergenza cambia la situazione a livello giuridico» spiega il presidente della Provincia.
Fino ad oggi ad agire in prima persona nelle varie operazioni in corso è Costa Crociere. «Lo Stato in questi casi serve ad accompagnare la gestione delle crisi». Un privato però deve sottostare a moltissimi vincoli e leggi, in particolare nell’area del Parco dell’Arcipelago.
Un commissario invece no, avendo in sé i poteri per poter scavalcare tutti gli ostacoli normativi.
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