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Neri pronto con il pontone: c’è da scaldare il combustibile

Neri pronto con il pontone: c’è da scaldare il combustibile

La Maremma tiene il fiato sospeso guardando a quel che accade nelle acque davanti all’isola del Giglio: e non solo per senso di pietà nei riguardi di chi è morto o ha perso i propri cari

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LIVORNO

La Maremma tiene il fiato sospeso guardando a quel che accade nelle acque davanti all’isola del Giglio: e non solo per senso di pietà nei riguardi di chi è morto o ha perso i propri cari, adesso prevale la preoccupazione per quel che potrebbe accadere alle 2.200 tonnellate di olio combustibile e alle 200 tonnellate di gasolio ancora presenti all’interno dei serbatoi della Costa Concordia.

Le speranze di farcela sono affidate a una società livornese: come annunciato ieri, l’armatore Costa ha affidato alla ditta Neri – in tandem con il colosso olandese Smit – il compito di togliere i combustibili dalla nave e scongiurare la minaccia di una “marea nera” che sarebbe catastrofica per l’economia dell’intera fascia costiera.

Il pontone Meloria è al lavoro al Giglio: c’è da preparare le attrezzature per forare i serbatoi e inserire la valvola speciale così da poter pompare via olio combustibile e gasolio. Rischio d’incendio per l’azione delle apparecchiature perforatrici? Dal quartier generale della ditta Neri smentiscono: l’olio combustibile si incendia ad alte temperature, anzi vista la temperatura attualmente presente nella nave Costa Concordia è probabile che sia necessario riscaldarlo per restituirgli un minimo di fluidità e agevolare le operazioni di pompaggio.

La società labronica ha operato anche in molti altri casi di assoluta emergenza: compreso quando nel porto di Livorno rischiò di esplodere la “Cape Horn” carica di metanolo, quello sì infiammabilissimo.

Anche dalla sede del gruppo D’Alesio confermano che interverranno a sostegno della messa in sicurezza del relitto. «Manderemo una delle tre nostre bettoline – dice Nello D’Alesio – per ricevere il combustibile e portarlo a terra dove ci verrà comunicato. Da parte nostra abbiamo messo a disposizione anche alcuni serbatoi dei nostri depositi nell’eventualità che questo possa servire a risolvere questo problema».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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