La nave si muove ancora
Il laser rivela: ieri la Concordia si è spostata di un metro. Stop alle ricerche dei dispersi
GROSSETO
Prima 9 centimetri, ora un metro. Il gigante del mare è un corpo vivo che continua a palpitare mandando segnali inquietanti verso il fondo. E stavolta non si tratta di squilibri millimetrici, ma di uno spostamento importante catturato col raggio laser. È successo tra le 2 e le 7 di ieri mattina, quando il colosso si è mosso in mezzo al mare. Il fianco della Costa Concordia ha “rollato” soccombendo al dondolìo delle lamiere e restituendo il terrore. Le ricerche dei vigili del fuoco sono state sospese di nuovo. La nave non è stabile e le operazioni per trovare i dispersi possono mettere in pericolo la vita dei sommozzatori, spiega il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli.
Mauro Alessandrini, geometra di porto Santo Stefano incaricato dalle autorità portuali di seguire passo dopo passo i movimenti della nave, monitora in tempo reale la situazione insieme al collega Andrea Bannucci di Firenze. E anche ieri ha rilevato l’ennesima oscillazione (più forte di altre) che ha messo in crisi i soccorsi.
«Stamani (ieri, ndr) - racconta l’esperto - la nave ha rollato oltre il normale: la prua si è spostata un metro verso terra e la poppa un metro verso il largo, come se avesse fatto cardine sul centro della nave».
Un metro. Cento lunghissimi centimetri per ribellarsi alla statica, seguire la legge del mare e dar prova che non è finita qui, che la nave non è morta e che la natura la fa ancora esistere ben oltre quel punto maledetto in cui si è incagliata, come se respirasse ancora. I nervi di esperti e soccorritori si sono fatti tesi. Le autorità marittime in subbuglio, e le ricerche dei desaparecidos del mare si sono bloccate. Poi la nave è tornata in posizione iniziale. Ma il ritorno alla normalità è stato solo apparente, come se le oscillazioni fossero sempre dietro l’angolo.
«Ora è tutto il pomeriggio - prosegue Alessandrini - che la Costa sembra stabile e normale, ma stiamo a vedere...».
Dal porto i gigliesi seguono il colosso con lo sguardo, provando a percepire oscillazioni impossibili da acciuffare a occhio nudo. Gli esperti lo fanno scientificamente con strumentazioni precise.
Sulla nave sono stati saldati due prismi, ovvero due specchi riflettenti e “bloccati”, stabilizzati uno a prua e uno a poppa. Un altro strumento è stato ancorato su una scogliera dell’isola del Giglio di fronte alla nave.
«Si tratta di un teodolite elettro-ottico che calcola angoli e distanza tra quel punto dello scoglio e i prismi, e sulla base di questo calcola l’oscillazione». Come funziona?
«Il teodolite lancia da terra un raggio laser che viene riflesso sullo specchio della nave e da qui torna indietro». In pratica «lo strumento calcola l’eventuale oscillazione della nave confrontando di volta in volta la velocità che mette il raggio laser per andare e tornare indietro». Ogni monitoraggio corrisponde alla “velocità” del raggio laser, confrontata con quella precedente. I controlli sono effettuati ogni mezz’ora.
Dopo aver calcolato per vari giorni oscillazioni di pochi centimetri, ieri il percorso tra teodoliti e specchi è stato «importante prima che la nave tornasse sul suo asse». A cosa è divuto?
«Non lo sappiamo: è certamente un’anomalia. Ma potrebbero essere una serie di correnti sottomarine», spiega il geometra. E ora si attende con ansia alle condizioni meteo dei prossimi giorni, con eventuali mareggiate e il vento che potrebbe soffiare forte da venerdì, provocando nuovi sommovimenti.
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