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Livorno

Dalle jeep di Camp Darby ai vestiti orientali

Dalle jeep di Camp Darby ai vestiti orientali

Ecco la storia del punto vendita nato nel 1945: da Bmw a Mitsubishi, quattro ruote per 70mila livornesi

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LIVORNO

Come mostravano fino a qualche settimana fa le fotografie appese alle pareti, la prima automobile uscita dalla concessionaria di viale Petrarca è stata una jeep americana trasformata.

Era il 1945 e la famiglia Fremura, insieme agli amici Heber Peter Percy e Luigi Nickel, decise di aprire un'officina per la trasformazione dei mezzi militari di Camp Darby in mezzi commerciali.

Allora si chiamava solo Aica. Fu il primo rivenditore in Italia della General Motor (subagente dal 1949, concessionaria dal 1951).

La casa automobilistica americana già allora aveva in braccio un marchio che avrebbe fatto strada, quello tedesco della Opel. La Aica importava le auto Opel dalla Svizzera e le vendeva a Livorno e in Toscana.

Nel corso degli anni ha via via venduto anche altri marchi: in particolare la Innocenti che, con la Lambretta, motorizzò l'Italia in concorrenza con la Piaggio. Ma anche Bmw, Citroen, Austin, Mitsubishi, Hyundai.

Piero Contesini fu il primo amministratore della concessionaria, divenuta Aica-Acam negli anni Sessanta dopo una fusione. Dopo di lui sono arrivati Massimo Winspeare (dal 1961 al 2001) e di nuovo un Fremura, Attilio.

Sul sito della società si parla di 70mila veicoli - tra auto e moto - venduti sulla costa livornese nella sua storia.

Ora le storiche vetrine cambiano pelle, scaffali, merce. Dal Camp Darby americano al negozio cinese. Anche questo è un segno dei tempi.

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