Sicurezza
Servirebbe un’aula enorme per il processo
Non basterebbe una pagina di giornale per citarli tutti. Non basterebbe il palazzetto dello sport per ospitarli tutti. Servirebbero interpreti e personale di cancelleria a decine
GROSSETO
Non basterebbe una pagina di giornale per citarli tutti. Non basterebbe il palazzetto dello sport per ospitarli tutti. Servirebbero interpreti e personale di cancelleria a decine. Servirebbe un locale enorme. Negli uffici giudiziari si guarda già avanti. Cioè a un eventuale incidente probatorio come anche al processo vero e proprio. E non si nascondono timori. Perché citare quattromila e passa parti offese, vale a dire tutti i passeggeri del Costa Concordia più gli indagati, la Compagnia, gli eventuali responsabili civili - in altre parole tutti quelli interessati a partecipare agli accertamenti o a costituirsi in giudizio - vorrebbe dire impegnare le strutture del Tribunale in uno sforzo operativo immane. Anche perché ciascuno avrebbe diritto a essere presente, in proprio e con un avvocato, e in caso di incidente probatorio anche a nominare un proprio esperto. Non solo. C'è il problema della lingua. Qualunque atto debba essere fatto, le comunicazioni devono essere redatte nella lingua del paese di origine. Inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli e altri europei come croati, ungheresi, bielorussi, poi filippini, indonesiani, pakistani, coreani, brasiliani e altri sudamericani, algerini e chi più ne ha più ne metta. C'era una babele: sessanta nazionalità.
E il luogo del processo? Il pensiero va naturalmente al maxiprocesso per droga, armi e dollari falsi del 1996-1997 per il quale era stato adattato ad aula bunker il palasport di via Lago di Varano.(p.s.)
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