La protesta
Provincia: a noi quei fax non sono arrivati
Si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della nave da crociera Costa Concordia, il consiglio provinciale
LIVORNO
Si è aperto con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della nave da crociera Costa Concordia, il consiglio provinciale. Al centro della discussione, le due interrogazioni presentate da Corsinovi (Pdl) e Lami (Rifondazione Comunista) su un'altra vicenda che ha colpito il nostro mare: i fusti tossici caduti in mare nei pressi dell'Isola di Gorgona. Nelle interrogazioni è stato chiesto quale fosse l'atteggiamento assunto dalla Provincia in merito all'incidente e quali iniziative ha attivato per la sicurezza dei cittadini e dell'ambiente.
«La Provincia - ha detto l'assessore Nicola Nista - è venuta a conoscenza dei fatti il 30 dicembre quando sono stati chiesti chiarimenti alla Capitaneria di Porto dopo aver letto le notizie sulla vicenda riportate dalla stampa». A questo punto arriva la domanda di Lami: «Ma la Provincia non ha ricevuto i fax inviati dalla Capitaneria di Porto il 17, 18 e 19 dicembre?». Replicano Nista e Kutufà: «No, quei fax a noi non sono arrivati. Prima del 30 dicembre, la Provincia non ha ricevuto alcuna segnalazione».
Lami invita a un maggiore controllo: «A sentire le dichiarazioni dei pescatori, pare sia una consuetudine impunita quella di scaricare sostanze nel nostro mare». Al riguardo, la Provincia ha chiesto al ministero dell'ambiente di effettuare maggiori controlli sulle rotte delle navi lungo la costa livornese. Conclude Corsinovi: «Com'è possibile che il comandante della nave si sia accorto della perdita dei fusti solo una volta arrivato nel porto di Genova? Nessuno ci crede».
Valeria Cappelletti
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