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Costa concordia

Neri e D’Alesio in azione al Giglio

Mauro Zucchelli
Neri e D’Alesio in azione al Giglio

Portano via 2.400 tonnellate di olio combustibile e gasolio dalla nave affondata

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LIVORNO

«Ogni serbatoio della nave da crociera sarà forato dall’esterno per inserire una valvola speciale: consentirà di inserire all’interno una tubazione grazie alla quale potremo portare via le 2.200 tonnellate di olio combustibile e le 200 tonnellate di gasolio che tanto preoccupano l’economia maremmana». Piero Neri non ama i riflettori ma da domani gli occhi del mondo saranno puntati sui suoi uomini che – in tandem con i superspecialisti olandesi della società Smit, un pool che ha lavorato anche al recupero del sottomarino russo Kursk – avranno il compito di impedire che una tragedia del mare si trasformi in una apocalisse ecologica per uno degli angoli più belli del Mediterraneo.

La società livornese Neri era già stata contattata dall’armatore Costa per effettuare i primissimi sopralluoghi in vista dell’operazione di recupero del combustibile. Fin da sabato scorso sono al Giglio un rimorchiatore, due mezzi-appoggio anti-inquinamento, uno staff di sommozzatori e il personale tecnico. Ieri, con l’ufficializzazione dell’incarico, è arrivato in zona anche il pontone Meloria. «Ha a bordo – dice Neri – le attrezzature soprattutto per i sommozzatori e le apparecchiature per azionare le pompe».

All’operazione collabora anche un’altra società labronica: sarà una nave cisterna del gruppo D’Alesio a ricevere l’olio combustibile e il gasolio che le pompe di Neri aspireranno dai serbatoi della Costa Concordia.

«Ci vorranno cinque settimane, condizioni meteo permettendo», afferma Piero Neri all’uscita dall’ultimo faccia a faccia con prefetto, autorità marittima, Regione, Arpat e tutti gli organismi pubblici che devono dare l’ok all’intervento («si sono presi 24 ore di tempo per valutare ogni singolo dettaglio»).

Intanto, ieri pomeriggio la società Castalia – della quale Neri è socio – ha completato l’installazione delle panne galleggianti tutt’attorno alla nave da crociera per circoscrivere il rischio di sversamento e impedire che la “marea nera” raggiunga le rive.

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