Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

Lotta contro il tempo per aspirare tutto il carburante

Federico Lazzotti

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Svuotare la nave dal combustibile ed evitare il tilt ecosistemico nell'Arcipelago toscano. E' questa la lotta contro il tempo che si sta combattendo intorno al Giglio. Dopo due giorni di rinvii oggi pomeriggio o al massimo domani dovrebbero iniziare le operazione di recupero delle 2300 tonnellate di greggio stivate nel transatlantico. Il rimorchiatore che farà da piattaforma di assistenza per le operazioni è ripartito dal porto di Piombino ed è già in viaggio verso l'isola del Giglio, ma armatore e autorità si sono prese ancora 24 ore di tempo per decidere se affidare l'incarico per lo svuotamento e il recupero del relitto della Costa Concordia al pool di ditte composto dalla svedese Smit, dalla Cambiaso Risso e dalla Neri di Livorno. «Non si può perdere altro tempo - tuona dalla segreteria di Legambiente Angelo Gentili - il rischio al quale andiamo incontro, nel caso in cui il carburante si disperda, è un tilt ecosistemico in tutto l'Arcipelago toscano».

«La melma di olio denso - prosegue - ucciderebbe milioni di microrganismi minando alla base la catena alimenatare in tutto l'Arcipelago. Sarebbe un danno non solo a livello ambientale, ma anche ittico ed economico per tutta l'area». Ecco perché tutti sono consapevoli che la priorità sia quella di svuotare le ventuno cisterne prima che il transatlantico possa scivolare più in basso e magari spezzarsi o comunque far uscire il greggio.

Il piano è stato presentato dalle tre società ieri pomeriggio. Due le certezze: è molto delicato e avrà tempi lunghi, tanto che per il completamento delle operazioni si parla addirittura di mesi, tanto che la stagione estiva potrebbe iniziare con il relitto fermo all'imboccatura del porto.

Come fare per aspirare il carburante contenuto nella pancia nella nave lo spiegano i vertici della Smit. «Il primo problema da affrontare sarà quello di riscaldarlo», perché in questi quattro giorni, ad una temperatura intorno ai sei-sette gradi, il liquido, si è solidificato. Dunque per pomparlo fuori dalle cisterne e travasarlo «sarà necessario alzare la temperatura per aumentarne la fluidità con una mega caldaia a vapore Per completare il lavoro saranno necessarie - spiegano dalla Neri di Livorno - almeno cinque settimane». Ma ovviamente la buona riuscita è molto legata alle condizioni metereologiche. E da stanotte o al massimo domani si parla di una burrasca in arrivo.

«L’obiettivo primario - spiegano dalla Cambiaso Risso - è evitare qualsiasi tipo di sversamento e per questo la Smit ha delle apparecchiature particolari che addirittura permettono di poter forare la cisterna e allo stesso tempo estrarre il carburante senza che ne esca una goccia, a patto, ovviamente, che le cisterne siano intatte». La fase successiva prevede una serie di calcoli di stabilità . Svuotate le cisterne, l'idea sarebbe quella di alzare la nave con degli enormi palloni gonfiabili e portarla in un cantiere. Ma c'è anche un'altra ipotesi a cui stanno pensando gli ingegneri della ditta olandese, ed è quella di far passare delle catene diamantate da una parte all'altra della chiglia per tagliare la nave a pezzi trasportarla via dall'isola del Giglio. Intanto l’agenzia spaziale Asi ha fatto sapere che attraverso immagini satellitari rileverà evenutali tracce di inquinamento.

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