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Livorno

La maggioranza scoppia

La maggioranza scoppia

Il sindaco: Idv deve decidere se tiene di più all’alleanza o a un consigliere

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di Juna Goti

LIVORNO

Il vertice è stato convocato in fretta e furia: domani, salvo nuovi colpi di scena, il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Fabio Evangelisti, sarà a Livorno per incontrare il sindaco Alessandro Cosimi.

La prima telefonata c’è stata ieri mattina quando Cosimi è uscito su tutte le furie dal consiglio comunale dove Vladimiro Del Corona e Andrea Romano sono quasi andati alle mani e l’assessore Bruno Picchi ha perso, a dir poco, la pazienza.

Il sindaco ha raggiunto la sua stanza seguito dal segretario del Pd, Yari De Filicaia, e da quello di Sel, Andrea Ghilarducci, che hanno assistito alla scena dal fondo della sala. Qui ha chiamato Evangelisti e fissato l’incontro di domani, che sarà seguito da un vertice di maggioranza.

Nel pomeriggio, dopo la bagarre, sono saltate addirittura tutte le commissioni in programma sul futuro della Gran Guardia e dell’ippodromo. «In seguito agli accadimenti avvenuti nel corso del consiglio di stamani al verificarsi dei quali lo stesso è stato sospeso – si legge nella e-mail inviata ai consiglieri – si comunica che sono rinviate a data da destinarsi le seguenti sedute ...».

Così ecco che per quanto in parecchi si sforzino di parlare solo di «attriti personali», la tenuta della coalizione è da oggi di fatto, di nuovo in discussione. Cosimi dice a chiare lettere che il problema, ormai, «è la guida della città». «Questa guerriglia continua in consiglio, fatta di scadenti motivazioni politiche e personalismi, non è più tollerabile, siamo al dileggio. Devo difendere la dignità mia e della città». «L’amministrazione – sostiene – non ha mai smesso di lavorare, non è ferma e la presenza del ministro a Livorno due giorni fa lo conferma. Bisogna, però, che chi è in maggioranza dica chiaramente se ci vuole stare, altrimenti abbiamo tempi e numeri che consentono di arrivare in fondo al mandato in modo fattivo».

Un nuovo «al lupo, al lupo» che poi si chiuderà con un niente di fatto? Di sos dalla coalizione ne sono stati lanciati parecchi, a partire dal “congelamento” della giunta a fine agosto per arrivare ai litigi autunnali tra Pd e Idv su chi fosse il partito di Berlinguer, con tanto di apertura ufficiale della crisi.

Questa volta, però, il problema è più serio: c’è un governo che sfugge dalle mani del primo cittadino che si appella a maggioranza e opposizioni «perché così si va nel ridicolo».

«Voglio rispettare gli impegni presi con i livornesi – dice – anche rinunciando a impegni esterni, che pure danno lustro alla città (il riferimento è chiaramente all’Anci, ndr). Ma deve esserci la volontà di tutti. In caso contrario nessuno pensa a un cambio della maggioranza, ma a ridurre la rappresentanza sì». Che vuol dire?

«Mi confronterò con Evangelisti, se non c’è questa volontà di darsi da fare per guidare la città, lasciando da parte i particolarismi, ne trarrò le dovute conseguenze. Se Idv esce lo fa perché ha più a cuore un consigliere che dieci anni di rapporto con questo Comune». I problemi, quanto agli alleati, sembrano legati soprattutto alle «modalità di relazione» di Romano, se come ripete Cosimi «col vicesindaco Luca Bogi c’è un ottimo rapporto e anche il mio intervento sulle parole di Anna Marson era in gran parte condiviso». «Dobbiamo capire se in generale la posizione di Idv è quella di Romano», gli fa eco De Filicaia (Pd), che sottolinea le diverse vedute in tema di gestione dei servizi pubblici emerse anche ieri durante il dibattito. De Filicaia ne ha per Romano e per Del Corona: «C’è un limite a tutto ed è stato superato, questi sono spettacoli da bar. La città guarda e pensa che invece di stare a discutere dei problemi veri facciamo a gara a chi comanda di più. Mancano due anni alla fine del mandato e vanno utilizzati al meglio».

«Dobbiamo chiudere partite importanti – dice un po’annoiato della situazione Ghilarducci (Sel) – prima eravamo congelati ora siamo ibernati. Non si può tutte le volte trovarci al punto di partenza. Basta pantomime: se questa è la maggioranza lavori». Già...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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