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Chiesa gioiosa per la benedizione degli animali

Chiesa gioiosa per la benedizione degli animali

Davanti all’altare di S. Lucia cani, gatti e uccelli in gabbia e tra i fidati amici dei padroni ce n’erano alcuni malati

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di Azzurra Biagi

LIVORNO

Pepe, Tilly, Kira, Pablo, Osvaldo e molti altri.

Sono gli amici a quattro zampe, o a due più le ali, che sono arrivati ieri, accompagnati dai loro padroni, tra le panche della chiesa di Santa Lucia di Banditella, per ricevere come ormai di consueto, la benedizione degli animali. Un'antica tradizione, creata da Sant'Antonio abate, da sempre particolarmente legato agli animali e che continua ancora oggi.

«In principio furono gli animali della fattoria, da lavoro o da allevamento, come vacche e maiali, a cui, in questa giornata, era concesso entrare in chiesa per ricevere la benedizione. Oggi si è trasformato in un rito d'affetto verso i nostri amici più fedeli- spiega Padre Gustavo Riviero, parroco della Chiesa di Santa Lucia - gli animali, ieri come oggi, sono i nostri fratelli più piccoli, come recita la Preghiera per gli animali di San Basilio Magno, scritta circa 1.700 anni fa, e ancora attuale. Per questo che la chiesa ha un rituale di benedizione degli animali, sono sacri, come tutto quello che è stato creato dalle mani di Dio. I padroni tengono molto a questo rito e c'è sempre molta partecipazione perché la benedizione dei loro compagni di vita è un evento speciale».

È una chiesa vivace, quella riempita dagli animali, e rumorosa. «Se lo facessero in tutte le chiese, forse questo appuntamento sarebbe meno affollato», spiega la padrona di Pepe, un beagle che non si è perso una benedizione negli ultimi tre anni. Tutti gli animali ricevono la benedizione, anche Pablo il pappagallo venuto dal Venezuela, i gatti sono i più restii. «Ma facciamo molta più fatica con i padroni che con gli animali», scherza Padre Riviero.

C'è anche il maltese bianco che si è arrampicato sullo schienale della panca, e il cane lupo ammalato. «Non sappiamo se il prossimo anno Kira potrà ancora essere con noi». Una signora ha portato in chiesa due dei suoi cinque gatti, »Ho pensato di portare quelli che ne avevano più bisogno - sorride - Kurt e Tigrotta, hanno avuto un anno difficile, uno ha avuto un problema al cuore, l'altra l'abbiamo salvata e rimessa in sesto dopo un investimento». E c'è anche Tilly, meticcio di piccola taglia, collarino rosa e occhioni dolci. «Con Tilly è stato amore a prima vista - spiega la padrona- l'ho incontrata nel canile lager di Avellino dove facevo volontariato, l'ho presa in braccio e non ci siamo più lasciate. Ma non sono io ad averla salvata, è stata Tilly a salvare me».

Anche questi, in fondo, sono miracoli.

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