Gioco
«Abbiamo insistito: solo così la nave ha lanciato l’sos»
L’operatore radio: «Sembrava che ci facessero un favore La Concordia non ci ha mai chiamato, noi infinite volte»
LIVORNO «La Concordia non ha mai chiesto nè il may day nè una richiesta di soccorso, solamente in seguito alle pressioni fatte dalla centrale operativa della Capitaneria e dai comandanti presenti, il comandante della nave Concordia alle 22.50 circa ha dichiarato il distress. Ma sembrava che ci facessero un favore».
Alessandro Tosi, 37 anni livornese, sposato con due figlioletti (un bimbo e una bimba) è l’operatore radio della Guardia costiera che la notte della tragedia del Giglio ha fatto la prima comunicazione radio alla Concordia.
Il militare ricorda perfettamente, minuto per minuto, cosa è successo quella sera. Ha registrato ogni cosa nella sua mente.
«Abbiamo ricevuto una telefonata dal comando carabinieri di Prato in cui ci informavano che la figlia di una passeggera aveva segnalato problemi a bordo - racconta l’operatore - Abbiamo contattato la nave e abbiamo chiesto se ci fosse qualche problema a bordo, ma loro hanno risposto che c’era solo un black out, senza specificare altro».
Ma Tosi non la beve. E incalza. «Già da quella prima comunicazione, abbiamo chiesto delucidazioni perché la passeggera aveva detto che a bordo avevano fatto indossare a tutti i giubbotti di salvataggio e che a pranzo le posate erano cadute per terra. Ma il comando della nave ha solo confermato, molto evasivamente, che c’era stato un black out elettrico».
Ma come ha fatto Alessandro Tosi a intuire che qualcosa non andava? Perché gli uomini della Guardia costiera di Livorno non hanno creduto alla Concordia?
«Prima di tutto ccontinuavano ad arrivare tante telefonate di segnalazioni dalla nave. In più dai comandi dei carabinieri molti segnalavano difficoltà a bordo. E poi abbiamo intuito qualcosa anche dal tono degli ufficiali del comando della nave: non rispondevano mai direttamente e con solerzia alle nostre domande, con tono certo, ma c’era sempre un tempo di attesa. E poi parlavano di black out. Durante la seconda chiamata, alle 22.30 circa, noi abbiamo insistito per sapere le cose e allora loro hanno parlato di via d’acqua aperta a bordo».
Alla radio si alternano Tosi e il comandante De Falco.
I militari della Capitaneria di Livorno, cercano il comando della Concordia infinite volte. E non sempre ricevono risposta. Cercano Schettino anche al telefono. Lo spiega Tosi: «Dal momento in cui la nave ha dichiarato l’abbandono, sapendo che le comunicazioni via radio erano problematiche, abbiamo chiesto una utenza telefonica del comandante per avere informazioni sullo sbarco dei passeggeri».
La Guardia costiera chiama più volte il comandante della Concordia e poi gli ufficiali dalle 22.06 alle 7 passate di mattina.
Una notte incandescente che il team della sala operativa della Capitaneria di porto non dimenticherà mai.
«Del comandante abbiamo perso traccia intorno a mezzanotte e mezza - dice Alessandro Tosi - Non mi era mai capitata una situazione del genere in tanti anni di attività».
Il ruolo della Capitaneria di Livorno è stato fondamentale per evitare il peggio: grazie a loro è stato possibile attivare l’sos che il comandante della nave non aveva lanciato.
Tosi evidenzia l’importanza del lavoro di gruppo. «Ci siamo coordinati con tutto il personale delle altre capitanerie - dice l’operatore radio - e di tutti gli enti dello Stato che hanno partecipato alle operazioni di soccorso vera e propria».
Tosi, da 17 anni è in Capitaneria e da sei nella sala operativa di Livorno.
Con lui venerdì notte in sala operativa c’erano il capoturno, un operatore radio, l'operatore dell'apparecchiatura Port approach control (Pac), l'ufficiale di ispezione e l'ufficiale operativo.
«Il miglior team che potesse capitarmi», commenta il capo sezione operativa Gregorio De Falco, orgoglioso dei suoi uomini, con cui lavora a Livorno ormai da sette anni.
L’eroe del giorno, colui che ha “strapazzato” al telefono il comandante della Concordia Francesco Schettino, che ora è agli arresti domiciliari, dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip avvenuto ieri.
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