Gioco
Sessanta esperti al summit in prefettura col ministro Clini
Sono le 13.45 quando il ministro Corrado Clini varca per la prima volta nelle vesti di responsabile del dicastero dell’ambiente il portone della prefettura
LIVORNO
Sono le 13.45 quando il ministro Corrado Clini varca per la prima volta nelle vesti di responsabile del dicastero dell’ambiente il portone della prefettura. In largo anticipo rispetto all’appuntamento per il summit con le massime autorità cittadine e col presidente della Regione Enrico Rossi previsto per le 15.
L’auto blu di Clini s’infila nel palazzo del governo proprio davanti alla statua di Vittorio Emanuele II al termine di 24 ore intensissime dal punto di vista mediatico per il neoministro. L’ultimo collegamento in diretta, proprio in viaggio verso Livorno, con RadioUno, con uno sfogo seguente a una discussione avuta la notte prima durante un programma Rai. «C'è chi dice che la nafta fa bene al mare, lo fa crescere. Dopo un piccolo impatto, fa bene. Sono pazzi scatenati. In uno speciale in tv mi hanno spiegato che il naufragio della Haven ha fatto bene al mare. Se questa è la cura, siamo a posto!».
Dopo il pranzo col prefetto Domenico Mannino nelle stanze di piazza Unità d’Italia, il ministro coordina un tavolo a cui siedono 28 autorità e a cui partecipano sedute in seconda fila altre trenta. C’è il capo della protezione civile Gabrielli, il governatore della Toscana Rossi, c’è il prefetto di Grosseto, il sindaco di Livorno e il presidente della Provincia, c’è il comandante della capitaneria, quello dei carabinieri, i vertici della questura, della finanza. Esperti del ministero dell’ambiente, dell’Arpat, l’assessore regionale all’ambiente. Sul tavolo due temi: i 198 bidoni perduti dalla nave Venezia della compagnia Grimaldi davanti alle coste della Gorgona e l’affondamento della Concordia davanti al Giglio.
Fuori uno sparuto gruppo di cittadini posiziona uno striscione proprio sotto la statua del re. «Il mare non è una discarica». Accanto una bandiera di Rifondazione Comunista. Pacati distribuiscono un volantino in cui annunciano un’assemblea per giovedì 19 gennaio alle 21.15 presso la sede della Circoscrizione 4 “contro il disastro ambientale dei fusti tossici al cobalto”, scrivono. Chiedono la rimozione del prefetto e del comandante della capitaneria, “primi responsabili dei silenzi e delle omissioni” e che siano “determinate responsabilità politiche e che sia rivista l’attuale struttura della protezione civile che non si è dimostrata all’altezza”, dicono.
L’incontro dura due ore. Poche considerando il numero dei partecipanti. Alla fine il ministro annuncia due ultimatum: uno alla Grimaldi e uno alla Costa. Entrambe le compagnie dovranno fornire entro 48 ore i piani operativi per rimediare i loro errori. La Grimaldi quello per il rinvenimento e successivamente l’analisi e il recupero dei 198 bidoni, la Costa quello per lo svuotamento dei serbatoi e successivamente la rimozione della nave. Ma il grado di allarme per le due questioni è assolutamente diverso: «Non c’è pericolo di disastro ambientale» dice Cosimi sulla questione-fusti. E il governatore Rossi a chi gli chiede perché per Livorno non sia stato dichiarato lo stato di emergenza conferma: «La questione dei bidoni è palesemente minore».
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