Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

«Dovevo essere sulla nave affondata nel Tirreno»

Sabrina Chiellini
«Dovevo essere sulla nave affondata nel Tirreno»

Michele Camilloni di Calcinaia era tra i partecipanti a un corso professionale che si teneva sulla Concordia: «Ho deciso all’ultimo di salire a Savona»

2 MINUTI DI LETTURA





CALCINAIA

«Avrei potuto essere su quella nave. È stato solo per un fortunato caso che non sono salito sulla Concordia a Civitavecchia». Michele Camilloni, parrucchiere di Calcinaia, si è sentito gelare il sangue, sabato mattina, quando un’amica gli ha telefonato per dirgli di guardare i Tg.

La nave su cui sarebbe dovuto salire al porto di Savona era naufragata a pochi metri dalle coste dell’Isola del Giglio. «Ma come è stato possibile? Come si fa a spingere una nave da crociera con quattromila persone a bordo in una situazione così rischiosa? Non riesco a farmene una ragione. Sono giorni che non penso ad altro. Ho temuto per la sorte di altri miei colleghi parrucchieri che erano su quella nave. Per fortuna ho appena saputo che stanno bene e che hanno fatto rientro a casa».

Michele, 43 anni, di Calcinaia, aveva prenotato da tempo un viaggio sulla Concordia, un’occasione che era a metà tra il lavoro e il divertimento.

«Dovevo partecipare a un corso formativo con altri trenta parrucchieri – dice – avevo superato un provino al Piper a Roma. Una sorta di reality presentato da Francesca Rettondini e che doveva essere trasmesso in tv». Michele però, pochi giorni prima della partenza, ha cambiato idea. «Ho deciso di non perdere la giornata di lavoro del venerdì – continua – anche per creare meno disagi ai clienti. Mi ero accordato con Costa Crociere per partire da Savona nella giornata di sabato». Il viaggio della Concordia è però finito in tragedia e nel porto ligure non è mai arrivata.

«Quando la mia amica mi ha telefonato – continua il parrucchiere – mi sono disperato. Non volevo crederci. Ho guardato i notiziari e poi ho telefonato a Costa Crociere. Una disperazione. Penso in continuazione a chi ha perso la vita e anche ai sopravvissuti. Posso dire di avere avuto un santo dalla mia parte...».

Da lì in poi è stato un susseguirsi di telefonate. «Ho cercato notizie degli altri parrucchieri – spiega – sono sconvolti. Mi hanno raccontato dei momenti di panico, della scarsa preparazione del personale di bordo, pochi sapevano parlare l’italiano, c’e stato, e le immagini che abbiamo visto in questi giorni lo rivelano chiaramente, il caos». Quattromila persone alla ricerca di una via di fuga, di un modo per salvarsi la vita. «Spero solo che sia fatta piena luce sulle responsabilità - aggiunge Michele - nel rispetto di chi è morto, nel rispetto di chi su quella nave ha perso i propri cari».

Altri servizi da pag. 2 a pag. 9

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web