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Disastro del Costa Concordia Capitaneria elbana al lavoro
Una trentina di persone messe in salvo e caricate a bordo delle motovedette. È questo il bilancio della capitaneria di porto di Portoferraio che, nella terribile notte di venerdì, è stata chiamata in causa nell’ambito delle operazioni di salvataggio
PORTOFERRAIO
Una trentina di persone messe in salvo e caricate a bordo delle motovedette. È questo il bilancio della capitaneria di porto di Portoferraio che, nella terribile notte di venerdì, è stata chiamata in causa nell’ambito delle operazioni di salvataggio coordinate dal comando livornese per il disastro dell’isola del Giglio. «Siamo intervenuti subito con una motovedetta Sar e, successivamente, con un’altra imbarcazione della guardia costiera – racconta il comandante della capitanera di Portoferraio, Andrea Santini – i nostri uomini hanno partecipando al recupero di circa 30 persone che, in vari modi, sono riuscite ad abbandonare la nave. Poi abbiamo eseguito vari pattugliamenti nelle vicinanze del Concordia».
Lo stesso comandante Santini ha raggiunto - nella mattina di sabato - l’ufficio distaccato della capitaneria a Porto Santo Stefano, per supportare il personale del luogo nelle operazioni di sbarco dei passeggeri dal Giglio. Quindi Santini, assieme ad altri ufficiali della capitaneria, era presente quando il procuratore di Grosseto ha raccolto le prime testimonianze dei testimoni. (lu.ce.)
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