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Livorno

C’è una fortezza chiusa nel cuore della città

C’è una fortezza chiusa nel cuore della città

Dopo mille annunci i cancelli del gioiello livornese non sono stati ancora aperti Si lavora per la sala degli Archi ma per il parco ci vorrà la garanzia dei Piuss

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di Giorgio Carlini

«Mi è venuto in mente che nel cuore della città c’è una antica fortezza». Cominciava così la lettera di Paolo Virzì, pubblicata dal Tirreno nell'agosto scorso. Un messaggio d'amore e un grido di denuncia allo stesso tempo, quello del regista livornese. Come lui, migliaia di cittadini ancora oggi s'interrogano sul futuro della Fortezza Nuova, splendido polmone verde tra i fossi, nel pieno centro di Livorno.

La storia. La Fortezza nasce nel Cinquecento. È l'architetto Bernardo Buontalenti a progettarla, sotto incarico dei Medici, che gli assegnano il compito di realizzare un piano per la nuova città. I lavori di costruzione partono nel 1590, con la cerimonia del getto della prima pietra, e terminano nel 1604. Con un salto di oltre tre secoli, arriviamo alla seconda guerra mondiale: la fortificazione diventa una preziosa caserma, con tanto di magazzino. Dopo il conflitto, gli sfollati del quartiere Venezia trovano riparo in 200 baracche montate all'interno dei bastioni medicei.

Ai giorni nostri. Con il passare degli anni la Fortezza viene trasformata in parco pubblico. L'area verde, fino a qualche anno fa, era un luogo di feste, rinfreschi, concerti, spettacoli e persino matrimoni. La musica, l'arte, l'intrattenimento, hanno ora lasciato il posto alla desolazione. Ufficialmente dal 2009. Da quando cioè il sindaco ha firmato l'ordinanza di chiusura per motivi di sicurezza.

Ma il lento declino della Fortezza era già cominciato nell'ultimo decennio. Un degrado progressivo: pareti a rischio crollo, cunicoli pericolanti, archi e volte sempre più sgretolati. Le zone accessibili all'interno della struttura, anno dopo anno, diminuivano. Gli atti vandalici e gli episodi di delinquenza hanno poi fatto il resto, accelerando il tramonto della Fortezza e la sua chiusura nel gennaio di tre anni fa.

Un sogno in centro. Un parco del genere, in pieno centro, racchiuso da antiche mura e circondato da canali d’acqua sarebbe il sogno, e la fortuna, di qualsiasi città. Soprattutto in una regione come la nostra, così ricca di storia, e in particolare in una città come la nostra, che pur avendo poca storia alle spalle può contare su una strepitosa testimonianza come la Fortezza Nuova: i livornesi potrebbero riscoprirla per godere del verde, i turisti potrebbero essere accolti da eventi culturali. Sarebbe una location perfetta: non riuscira né sfruttarla né a valorizzarla è uno spreco che grida vendetta.

Commissione Europea e sala degli Archi. In occasione della visita di Dirk Ahner, direttore generale della Direzione per le politiche comunitarie della Commissione Europea, a Livorno nel novembre scorso, i cancelli del parco mediceo si sono riaperti, e l'area verde si è spalancata di fronte agli occhi del gruppo di visitatori. "Très beau!", esclamò allora l'euro-direttore all'interno della sala degli Archi. Proprio questo spazio, il più vicino all'ingresso principale, potrebbe essere riaperto prima dell'estate prossima. Sempre nel novembre 2011 la giunta comunale ha infatti approvato il progetto esecutivo per la ristrutturazione. Seguendo la proposta avanzata dall'assessore alla cultura Mario Tredici, il Comune ha anticipato una somma di circa 200 mila euro per effettuare questa prima parte dei lavori. La sala degli Archi è stata aperta al pubblico per l'ultima volta più di un anno fa, per la festa dei 120 anni della Svs.

Recupero del parco e Piuss. Per la riqualificazione dell'intera Fortezza ci sarà invece da aspettare per lo meno altri due o tre anni. È difficile infatti ipotizzare altre scorciatoie, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica per gli enti locali.

Per riaprire il giardino servono interventi massicci e costosi: dalla praticabilità della galleria delle barche alla sistemazione dell'illuminazione (distrutta anni fa dai raid vandalici), dal restauro delle pareti a rischio crollo al rispetto della normativa per le vie di fuga, e tanto altro ancora.

Dunque, non resta che aspettare il prossimo mese di marzo, quando il Comune saprà se la Regione avrà inserito il progetto di recupero nel pacchetto dei Piuss (piani integrati di sviluppo urbano sostenibile) da finanziare subito. Se così fosse, i lavori (per circa 800 mila euro) potranno partire nel 2013 per chiudersi l'anno successivo. La Regione contribuerebbe per il 60% dell’in vestimento. Altrimenti chissà...

Tunnel e magazzino. Il tunnel che dall'ingresso principale porta all'interno del giardino è sporco e maleodorante: da quando l'area è stata chiusa è diventato un rifugio per gatti, topi e piccioni. L'illuminazione è fuori uso. Il magazzino, più simile a una discarica, è off limits, ma nell'oscurità si possono comunque notare vecchie carcasse di motorini, strutture in ferro o in plastica, e i resti di striscioni, tavoli o sedie una volta usate per feste e manifestazioni all'aperto.

Il giardino. Uscendo dal lato opposto del tunnel ci troviamo nel cuore della Fortezza. Ripercorrendo quella piccola salita puoi ancora immaginare di recarti a un concerto, a un dibattito, a uno spettacolo. E invece ti ritrovi in mezzo all'erba alta e poco altro. Sembra di stare in un parco fantasma. Le panchine sono tristemente spoglie, l'altalena un tempo animata dai bambini è immobile.

L'erba è incolta, la vegetazione fitta, ma il verde è tutto sommato curato. Gli alberi sono robusti, la maggior parte delle piante è ben tenuta. Segno per lo meno di una manutenzione periodica. Il panorama mozzafiato che si può scorgere lungo tutti i lati del parco fa crescere un sentimento di piacere misto a rabbia: possibile che non si riesca a permettere ai livornesi di godere di questo splendido scorcio di città?

I prati e il cannone. Da un angolo di Fortezza all'altro la storia non cambia: erba alta, scritte sui muri, sporcizia dentro e fuori dalle gallerie. Raggiungiamo la parte più alta del terrapieno, dove si trova il maestoso cannone che a inizio Novecento sparava sulla città, a mezzogiorno in punto.

Grazie ad alcune associazioni e ad un gruppo di privati è stato rimesso a nuovo nel 1999. Uno sforzo vanificato dall'incuria e dallo scarso senso civico dei livornesi: in men che non si dica è stato nuovamente ricoperto di scritte.

Le sorti della Fortezza Nuova potrebbero come detto cambiare nei prossimi mesi. L'apertura della sala degli Archi ad aprile potrà essere il primo passo per permettere ai cittadini di riappropriarsi del gioiello mediceo. Ma il vero spartiacque è rappresentato dal verdetto di marzo sull'inserimento o meno del progetto di riqualificazione nei Piuss. Ai livornesi non resta che incrociare le dita e avere fiducia almeno per i prossimi due mesi. Tutti aspettano di poter rimettere piede nel parco. Nessuno dimentica che "nel cuore della città c'è un'antica fortezza…".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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